Elezioni ad Alcamo. Schieramenti spaccati e cittadini confusi
Il quadro politico alcamese, che viene fuori da questa tornata amministrativa, è di grande confusione, soprattutto per l’elettore.
Da una parte c’è un centrodestra che si presenta spaccato, la scelta di Fratelli d’Italia di gettare prima nel guado l’ex candidato sindaco Leonardo Salato e poi addirittura di scegliere di andare per la propria strada, senza compattare lo schieramento di centrodestra, è un rischio che corre il candidato sindaco Alessandro Fundarò. Da una parte il coraggio, dall’altra parte la paura di non arrivare nemmeno alla soglia di sbarramento e quindi di bruciarsi politicamente.
Una scelta in perfetta controtendenza l’ha fatta il sindaco uscente, Domenico Surdi, che è sceso in campo, sempre da pentastellato, ma che ha abbandonato quella veste di “purezza” a cui i Cinque Stelle hanno sempre ambito, buttandola in faccia ad ogni occasione. Surdi va a braccetto prima con ABC, movimento che ha fatto una dura opposizione all’amministrazione uscente e poi con i socialisti. Il “Mai con la casta” è finito da un pezzo, ogni granello politico serve per poter arrivare alla agognata vittoria.
Non ne ha fatto mistero il vice segretario nazionale del PSI, Nino Oddo: “Ad Alcamo per settimane abbiamo lavorato ad una lista insieme con il PD all' interno di una coalizione organica di centrosinistra. Nelle ultime giornate convulse, prima della presentazione delle liste, la situazione politica è improvvisamente mutata. L’UDC dell’ onorevole Turano e il movimento locale guidato da Giacomo Scala ha intessuto una alleanza elettorale col PD. Ho presieduto una riunione con i compagni della sezione di Alcamo, dalla quale è emersa all'unanimità la non condivisione di questa alleanza, che snaturava l’originario progetto politico. Questa analisi peraltro è stata condivisa da tutti i soggetti di centrosinistra, dai Verdi ad Articolo uno. Pertanto, i compagni Beninati e Paglino nelle ultime ore hanno pilotato, informandomi passo dopo passo, un’ alleanza col sindaco uscente Surdi, col quale il PD era disponibile fin dall’inizio ad allearsi ma il matrimonio non si fece per la richiesta di questi di non usare il simbolo. Quindi nella coalizione che ripropone Surdi abbiamo per il consiglio il compagno Salvatore Perricone, che siamo tutti impegnati a sostenere, e in giunta quale assessore designato l’ avvocato Beninati”.
La candidatura della Bosco, invece, ricalca un quadro misto. Da una parte c’è l’UDC di Mimmo Turano, che è assessore del governo Musumeci, quasi interamente schierato con Massimo Cassarà, dall’altra parte il PD che al governo regionale veste il ruolo di opposizione anche a Turano. Un ibridismo che l’elettore forse non capirà, così come è di difficile interpretazione la mossa che prima ha visto il posizionamento di Salato come candidato sindaco, con uno schieramento ampio da Scala a Fratelli d’Italia, per poi finire, Scala, a braccetto con il PD e con questi farci una alleanza.
La volatilità potrebbe non sempre essere un pregio.
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