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30/12/2021 07:55:00

Il finto messaggio vocale sui casi di Covid in un supermercato di Marsala 

 Una fake news che configura il reato di procurato allarme. E’ l’audio che da un paio di giorni circola sui social, e in particolare su WhatsApp, con una voce maschile che parla di “sei persone positive al Covid, già accertate, trovate dai carabinieri all’interno di un supermercato di Marsala”.

Nell’audio, l’uomo, con spiccato accento marsalese, dice che un suo “paziente” (fa intendere, dunque, di essere un medico) che lavora in un laboratorio di analisi gli ha raccontato che mentre era in un supermercato della città (ne fa anche il nome: “Decò”) ha visto aggirarsi tra gli scaffali una persona alla quale aveva fatto il tampone e che era risultato “positivo” al Covid.

A questo punto, ha chiamato subito i carabinieri (l’autore dell’audio dice due volte “carrabbinieri”) che sarebbero arrivati “dopo cinque minuti”, bloccando le vie d’uscita del supermercato e controllando i green pass di tutti i clienti, trovando sei “positivi” che sapevano di essere tali e che quindi non potevano uscire da casa.

I carabinieri, però, hanno categoricamente smentito che quanto affermato nell’audio corrisponda a verità. “Nessun intervento del genere – dicono – è stato effettuato”.

La Sottile srl, la società che gestisce i supermercati Decò, in una nota inviata alla redazione di Tp24 fa sapere di aver "appreso della divulgazione di un audio falso che rappresenterebbe la chiusura di due punti vendita - causa covid, a seguito di un controllo dei Carabinieri".  Continua la nota: "Si rassicura la clientela e si rappresenta che i regolari controlli dell’Asp hanno escluso qualsiasi violazione di legge da parte dei supermercati a marchio Deco’ dello stesso gruppo Sottile. Si e’ dato mandato al proprio legale di denunciare i responsabili alla competente Procura della Repubblica". 

Più in generale, con l'aumento della psicosi da contagio, aumentano anche le notizie false. Ricordiamo a tutti che è importante, in un momento così delicato, informarsi su siti e giornali autorevoli e conosciuti, e non su Whatsapp o su improbabili liste di Telegram o gruppi di Facebook. 



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