Mazara, la Giunta spalma 33 milioni di euro per recuperarli in 14 anni
Maggiori entrate per 981mila euro e minori spese per un milione 379. 282,94 euro. È questa, in estrema sintesi, la ‘cura’ pensata dalla Giunta, presieduta dal sindaco Salvatore Quinci, per i bilanci sballati del Comune di Mazara.
LE 11 ‘SBERLE’ DALLA CORTE DEI CONTI – Lo avevamo preannunciato – alla fine dei 10 articoli coi quali avevamo spulciato, punto per punto, la deliberazione (n. 185 del 2021) della Corte dei conti, inviato a metà dicembre scorso, relativa alle 11 criticità nei bilanci dal 2017 al 2019 del Comune di Mazara – e così è stato. Adesso il Governo della Città prova a mettere una pezza alle 11 ‘sberle’ ricevute dalla magistratura contabile, individuando un piano d’azione che dovrà essere ratificato dal Consiglio comunale, entro il 14 febbraio.
IMU RADDOPPIATA – Prima notizia: raddoppia l’Imu sugli immobili che sale dallo 0,5 al 1,01. Le maggiori entrate previste, da tale aumento sarebbero, secondo l’amministrazione mazarese, equivalenti a 600mila euro, dopo la diminuzione allo 0,96% di tale tributo locale, operata nel 2020. Altre entrate da aumentare deriveranno da: adeguamento del gettito di nuove aree edificabili (150mila euro); aumento delle tariffe dell’imposta di soggiorno (156mila euro); d) aumento di tariffe di diritti di istruttoria e accertamenti tecnici (75mila euro). L’insieme di queste voci porterà introiti alle casse comunali per un totale di 981mila l’anno.
BASTA CON GLI SCHERZI – Altro ingrediente per la ‘dieta’ dimagrante del Comune è quello relativo alla riduzione strutturale delle spese. I risparmi saranno così imposti a: riduzione costi di gestione e manutentivi dei vari settori comunali (805mila 300 euro); minori stanziamenti per attività di Protezione Civile (che dovrebbero essere compensati da ristori nazionali e regionali (130mila euro); riduzione di costi su iniziative culturali, turistiche e sportive (90mila euro); minori costi manutentivi cimiteriali (130mila euro); riduzione costi dei Servizi sociali operata a mezzo di sostituzione di maggiori entrate da interventi statali e regionali (223mila 982,94 euro). L’insieme di queste voci porterà introiti alle casse comunali per un totale di un milione 379mila 282,94 euro.
DOVRANNO RIENTRARE QUASI DUE MILIONI E MEZZO PER 14 ANNI – La Giunta ha, quindi, dovuto varare un provvedimento di rientro del disavanzo (decreto legge n. 162/2019) che non sarà per nulla indolore nei confronti della comunità amministrata. Si è optato per la possibilità di ripianarlo in un numero di 14 annualità anziché in quello massimo di 15, ma poco o nulla cambia. Si prevede, di recuperare ogni anno un importo di due milioni 360mila 282,94 euro.
Fino al 2035, pertanto, si dovrà iscrivere tra le previsioni di spesa la quota di disavanzo a carico dei rispettivi esercizi finanziari con l’obiettivo di evitare il dissesto finanziario. Nella proposta avanzata dalla Giunta Municipale al Consiglio comunale, la quota del piano di rientro di due milioni 360mila 282,94 euro dovrà, quindi, scaturire da maggiori entrate per 981mila euro e da minori spese per 1milione 379. 282,94 euro.
UN ‘PASSAGGIO’ NEL METODO DI CALCOLO – “La Giunta municipale riunitasi, pochi giorni fa, in video conferenza – si legge nella nota stampa inviata dal Comune – ha deliberato l’adozione delle misure correttive richieste e la rideterminazione del risultato di amministrazione 2019 . Le decisioni scaturiscono a seguito della deliberazione del 16 novembre scorso dalla Corte dei Conti, Sezione regionale di Controllo per la Regione Siciliana, che ha accertato un disavanzo di 33milioni 043mila 961,23. Il disavanzo effettivamente originatosi nell’esercizio 2019, così come rideterminato nei termini stabiliti dalla Corte dei Conti – si legge nella delibera di Giunta n. 8/2022 – deriva esclusivamente dal passaggio dal metodo semplificato al metodo ordinario del calcolo del FCDE (fondo crediti di dubbia esigibilità)”.
ORA TOCCA AL CONSIGLIO COMUNALE – Come già ricordato in precedenza la procedura si dovrà obbligatoriamente concludere con l’ok dell’organo politico di indirizzo e controllo: il Consiglio comunale. Sia la deliberazione n. 7 che la deliberazione n. 8, approvate il 2 febbraio dalla Giunta, con i rispettivi allegati, sono stati inviati al Consiglio Comunale per la definitiva approvazione.
Alessandro Accardo Palumbo
Twitter: @AleAccardoP
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