La Sicilia e i posti letto negli ospedali, annunciati, programmati e non ancora attivati
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La pandemia in Sicilia come in tutto il mondo è andata avanti, sull’Isola ciò che avrebbe dovuto fronteggiarla è rimasto impantanato nelle maglie della burocrazia e degli appalti, e quando in Sicilia il binomio è: sanità – appalti, il risultato è sotto gli occhi di tutti.
Su 571 posti letto pronti 95 - Nonostante gli annunci e la programmazione fatta a ottobre 2020, da governo e regione insieme, su 571 posti letto di terapia intensiva in tutta la Sicilia ne sono stati completati solo 95 (46 di terapia intensiva e 49 di terapia sub-intensiva). Altri 232 sono in corso di realizzazione, anche se dovevano essere pronti già ad ottobre 2021. Per gli altri 244 posti letto non c’è ancora nemmeno l’appalto.
Il padiglione di Marsala – Un esempio di come non sono stati realizzati in Sicilia i posti letto annunciati per combattere la pandemia e alleviare, così, lo stress sulle strutture sanitarie, è quello del futuro centro di malattie infettive di Marsala. Il misterioso padiglione Covid (qui potete leggere tutti gli articoli) annunciato il 3 dicembre del 2020 dall’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, doveva essere pronto a maggio 2021, ospitare 106 posti letto, in un edificio su tre piani così, ripartiti: 6 al pronto soccorso, 40 in degenza, 16 in terapia intensiva e 44 in terapia sub intensiva. In realtà di tutto questo, come sappiamo, si vedrà ben poco, perché i posti letto sono stati ridotti a 16: 10 in terapia intensiva e 6 in sub intensiva così come riporta il sito della Regione, alla pagina per il potenziamento della Rete Ospedaliera. Nulla di lontanamente paragonabile con il mega padiglione a tre piani, per un costo che nel frattempo è stato aggiornato a 17 milioni di euro.
I ritardi nelle altre opere – Non c’è solo il padiglione per le malattie infettive di Marsala, tra le opere in ritardo, ci sono i due nuovi grandi pronto soccorso di Palermo, uno al Civico e l’altro al Villa Sofia. Per quanto riguarda, invece, i posti letto sono ventidue quelli all’ospedale Cervello, ma che ancora non possono essere utilizzati, per un problema all’impianto dell’ossigeno. Ed al Cervello nell’attesa dei posti letto, ad inizio gennaio, è stato montato un ospedale da campo. Dopo due giorni, si è anche sgonfiato, per il corto circuito di un generatore.
Lavori bloccati e costi moltiplicati – C’è stato un cambio di passo da parte della struttura diretta da Tuccio D’Urso, che ha lavorato in una prima fase in maniera serrata e poi da giugno 2021 si è bloccata. La Regione ha valutato il piano approvato nell’ottobre 2020 come sottodimensionato e a quel punto è stato riscritto e inviato a Roma, piano che prevedeva la trasformazione del Cto di Villa Sofia a Palermo in centro infettivologico e la realizzazione del padiglione all’ospedale delle malattie infettive di Marsala. La risposta del ministero è arrivata nel mese di ottobre del 2021, per un piano che ha visto aumentare i costi di oltre 100 milioni. I primi 129,8 milioni stanziati dallo Stato non sono stati più sufficienti. Sono necessari altri 107,5 milioni che il presidente Musumeci stanzia lo scorso dicembre. Tra la burocrazia Romana quella Palermitana, si è bloccato tutto e i posti letto per far fronte all’emergenza covid non sono stati realizzati, visto che molte imprese si sono fermate non arrivando i pagamenti.
I posti letto ancora mancanti - Come detto di altri 244 nuovi posti ancora si deve fare l’appalto e i tempi per questi sembrano dilatarsi. I 232 nuovi posti distribuiti in 30 ospedali sono tutti ancora in corso di realizzazione e fra questi ci sono i 32 al policlinico di Messina e 18 al Papardo, poi ci sono i 14 al Guzzardi di Vittoria, 9 all’Umberto I di Enna, 18 a Siracusa, 16 a Caltagirone e anche a Marsala, 20 a Ribera. Per la regione dovrebbero essere tutti pronti entro marzo, sperando che non ci siano intoppi e impedimenti vari.
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