Silvano Catalano, candidata sindaco di Erice. Ci vuole coraggio specie in questo periodo a candidarsi a sindaco di una città, in lei è prevalsa la voglia di cambiamento o un pizzico di follìa?
Ci vogliono entrambi in questo momento particolare che stiamo vivendo. Sicuramente un pizzico di follìa ci vuole per mantenersi distanti da tutto ciò che accade, ma anche tantissima voglia di cambiamento. Io vivo ad Erice, ho scelto di viverci, mi ero trasferita in Veneto e con mio marito abbiamo deciso di tornare e di vivere dove sono nata e cresciuta. Desidero cambiare la mia città e dare più attenzione agli anziani, alle famiglie, ai piccoli e ai giovani, attenzione che manca nei confronti di tutti i cittadini, anche quelli più lontani dal centro urbano.
E’ solo candidata sindaca o anche al consiglio comunale?
Sono candidata sia al consiglio comunale che come sindaco.
Sono due le liste che la sostengono in questo momento, Fronte Comune e Eric’è.
Esatto, sono due liste che nascono dal basso. Fronte Comune è un movimento civico che esiste da tempo ed è impegnato in prima linea con le problematiche che attanagliano i nostri comuni, anche quello di Trapani. Di recente è nato anche il movimento civico Eric’è, formato da gruppi di cittadini che non hanno mai fatto politica, che pensano di essere loro i protagonisti del cambiamento ed effettivamente possiamo fare la differenza in questo momento.
Ci sono delle priorità del vostro programma elettorale per Erice che vanno affrontate prima di altre?
Certo, una delle nostre priorità è la famiglia, finora è stata considerata solo come un soggetto da assistere, verso la quale sono partiti dei servizi finalizzati all’assistenzialismo. Noi invece consideriamo la famiglia come una risorsa per il nostro Comune. Altra priorità è il miglioramento della qualità della vita dei cittadini, facendo riferimento al Comune resiliente di fronte al cambiamento climatico, tutto questo grazie alla pianificazione urbanistica integrata e a tutte le forme di energia rinnovabile. Ed ancora lo sport che noi riteniamo fondamentale sia come protezione del territorio ma anche come aiuto per uno sviluppo sociale ed ancora il turismo che non è mai stato programmato a lungo termine fino adesso.
Silvana Catalano, la sua candidatura è l’ultima che si è presentata alla stampa e ai cittadini. Lei si è candidata perché gli altri progetti degli altri competitors non la convincevano, cosa ha fatto scattare la voglia di dire: noi ci siamo e andiamo da soli.
Innanzitutto il programma che noi abbiamo e gli altri non hanno. Noi lavoriamo da un po’ sulla visione del futuro del nostro Comune. Vogliamo rappresentare un’alternativa all’attuale amministrazione. Ci siamo confrontati con gli altri partiti, ma era un confronto fermo alle alleanze politiche, senza nessun programma e nessun obiettivo da raggiungere a quel punto abbiamo deciso di partire e hanno deciso di affidarmi questo onore e onere grandissimo.
State incontrando i cittadini in questo momento?
Sì, abbiamo iniziato con gli incontri in diverse parti del territorio e la cosa più bella è che il programma lo stiamo scrivendo assieme ai cittadini. Abbiamo accolto tanti suggerimenti e obiettivi da raggiungere. La cosa più importante e gratificante è accogliere il cittadino e ascoltare le esigenze delle varie parti del territorio e spero che si possa mantenere questo rapporto tra l’amministrazione e cittadino anche dopo le elezioni, spesso i nostri amministratori dopo le elezioni non li vediamo più.
Silvana Catalano, secondo lei, la sindaca Daniela Toscano in questi cinque anni ha amministrato così male Erice, tanto da dover cambiare il volto del Comune?
Secondo me sì. Io penso che la sindaca sia stata troppo lontana dai cittadini. Sicuramente molto vicina ai bandi europei, ma tutto è stato finalizzato nel qui ed ora; rintraccio un fondo e studio un progetto per quel fondo, senza programmare a monte la gestione di un Comune e non programmo i servizi per lo sviluppo del territorio, e secondo me questo è sbagliato. Un esempio di ciò è il teatro di Erice che sta per essere ristrutturato per la seconda volta nel giro di dieci anni, perché si è ristrutturato e chiuso, non pensando come utilizzarlo e farlo fruire ai cittadini. Esempio di poca attenzione per il territorio.
Silvana Catalano, la sindaca Toscano ha cambiato rotta sull’Università di Trapani Erice rispetto a prima. Questo cambiamento è stato intercettato dal candidato sindaco Maurizio Oddo, qual è la vostra posizione sulla struttura e sull’istituzione universitaria?
Io condivido il pensiero del candidato sindaco Oddo, sono d’accordo con lui, difficile spiegare questo cambiamento di rotta dell’amministrazione, ne stiamo pagando le conseguenze rispetto a quelle che sono state le politiche precedenti nei confronti dell’università. Da ex studentessa non posso che dire che è fondamentale per il nostro territorio l’università. Penso che vada valorizzata, è una realtà in cui credo e può essere un trampolino di lancio per i nostri giovani.
Istruzione e cultura non sempre vanno di pari passo. Ci sono nel suo programma delle attività culturali specifiche, perché registriamo quotidianamente un aumento della povertà educativa. Ci sono dei settori che una sindaca, specialmente se donna con maggiore sensibilità, deve poi affrontare con immediatezza.
Spero nel giro di poco tempo di pubblicare alcune parti del nostro programma e questa è una di quelle. Stiamo cercando di dare grandissima attenzione ai giovani. Sono una delle grandi risorse del nostro territorio e stiamo prevedendo una collaborazione tra l’amministrazione locale e tutti gli enti che si occupano della formazione di questi ragazzi, ma indirizzarla anche a quella che è la conservazione della nostra cultura. Noi pensiamo alla nostra storia, alla nostra cultura, ai nostri beni, al nostro artigianato, tutto ciò che potrebbe dare degli sbocchi lavorativi per i nostri giovani.
Silvana Catalano, rispetto alla salvaguardia e alla tutela dell’ambiente e alla protezione degli animali qual è il suo programma? Prevede qualcosa di concreto, perché spesso nei programmi elettorali si leggono cose meravigliose che rimangono però non attuabili.
Abbiamo avuto la fortuna di seguire un corso di politica a Misiliscemi e di avere conosciuto alcune persone straordinariamente esplosive nella loro creatività e fattibilità di alcuni progetti. Abbiamo conosciuto il sindaco di Ferla che ha realizzato la prima comunità energetica che ci sta dando una mano assieme ad altri e all’onorevole Valentina Palmeri, a mettere su una parte del nostro programma che riguarda la sensibilità e la fattibilità dei progetti. A volte alcuni progetti non vengono realizzati semplicemente perché non c’è la voglia di realizzarli. Ce ne sono tanti che possono essere realizzati, basta volerlo. Noi stiamo programmando un evento, sarà il nostro primo, dove presenteremo questa parte del programma con alcuni ospiti che ci stanno aiutando a mettere su un bel progetto a difesa dell’ambiente.
Silvana Catalano, noi nell’immaginario collettivo pensiamo ad Erice come al meraviglioso borgo medioevale che tutto il mondo ci invidia, al castello, alla passeggiata romantica, ma Erice è anche il quartiere popolare di San Giuliano, dove c’è una enorme sacca di povertà, dove i giovani abbandonano la scuola e nei quartieri popolari ci si aggrappa ad una speranza che spesso viene tradita.
Io per deformazione professionale ci lavoro con questi nuclei familiari, sono particolarmente legata a questa gente, a questi quartieri marginali. So che in realtà sono davvero una risorsa, se però vengono considerati come tali. Se li consideriamo solo come bacino di voti da sfruttare solo al momento delle elezioni, non facciamo altro che amalgamarci a quel tipo di cultura. Questa gente va resa libera, va aiutata ad essere indipendente, non va assistita e basta e non deve restare legata al politico di turno, confondendo quelli che sono i propri diritti con dei favori. Questo è l’obiettivo più difficile, ma sicuramente è quello da raggiungere.