Al Capuana Pardo di Castelvetrano il progetto formativo Scuola e Cultura Regionale
Nell’ambito delle diverse attività relative al progetto didattico “ Scuola e Cultura Regionale in Sicilia per l’attuazione della Legge n. 09/2011”, lunedì 30 Maggio si è svolto all'Istituto Capuana Pardo di Castelvetrano un incontro formativo in relazione ad un progetto che mira alla “promozione, valorizzazione ed insegnamento della storia, della letteratura e del patrimonio linguistico siciliano nelle scuole”.
Tutti gli alunni dell’istituto sono stati coinvolti attraverso un percorso scandito da Unità Di Apprendimento interdisciplinari e trasversali. Ospiti d’eccellenza il Prof. Giovanni Ruffino , professore ordinario di Dialettologia italiana e di Linguistica italiana nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Palermo, Accademico della Crusca, Presidente del Centro di Studi Filologici e Linguistici siciliani e il prof. Francesco Saverio Calcara, professore emerito dei Licei, Presidente del Centro Studi Usi Costumi e Tradizioni Medievali, Vicepresidente del Centro Internazionale di Cultuta Filosofica “G.Gentile.
L’incontro è stato aperto dalla Dirigente dell’Istituto prof.ssa Anna Vania Stallone, impegnata nella promozione di progetti riferibili alla cultura tradizionale, presenti il Sindaco della città di Castelvetrano dott. Enzo Alfano Enzo e l’Assessore Graziella Zizzo.
Il dialetto siciliano, elevato a dignità di lingua, è specchio della storia multiculturale dell’isola e dunque degno di essere insegnato nelle scuole. In seguito all’approvazione della Legge Regionale n. 9 del 31 maggio 2011 (“Norme sulla promozione, valorizzazione ed insegnamento della storia, della letteratura e del patrimonio linguistico siciliano nelle scuole”), si è aperto un proficuo dibattito nel mondo della Scuola.
Ma già 30 anni prima l’Assemblea Regionale Siciliana aveva approvato una legge sull’argomento, intitolata «Provvedimenti intesi a favorire lo studio del dialetto siciliano nelle scuole dell’Isola».
Allora il dialetto era già stato definito “termine non meno nobile della parola lingua”.
Negli anni si è a lungo dibattuto sull’insegnamento del siciliano a scuola e ricordiamo tutti le riflessioni di importanti uomini di cultura da Sciascia a Calvino a Buttitta.
Oggi la questione si ripropone ripensandola in un contesto più ampio, pensando ai dialetti, e in particolare al siciliano, in un contesto mediterraneo ed europeo.
Davvero un incontro interessante e stimolante che ha posto al centro il valore didattico e interdisciplinare della cultura tradizionale.
La scuola può e deve considerare la storia, la lingua, la cultura regionale con riferimento all’antroponomastica, alla toponomastica, al lessico come un “itinerario” che dovrebbe attraversare l’intero arco dei saperi e delle discipline.
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