Esce di casa per andare al lavoro e scompare: la svolta nelle indagini
C'è una svolta nelle indagini per la scomparsa di Daouda Diane, l'ivoriano di 36 anni residente ad Acate (Ragusa) di cui non si hanno più notizie dal 2 luglio scorso, quando è uscito di casa per andare al lavoro senza più fare ritorno. Il fascicolo di indagine aperto dalla procura di Ragusa ha ora nuovi capi di imputazione: si indaga, contro ignoti, per omicidio e occultamento di cadavere. La denuncia di scomparsa è stata presentata il 4 luglio dai dirigenti della cooperativa dove l'uomo lavorava, preoccupati perché non si era presentato al lavoro e non aveva risposto al telefono.
Nella casa che divideva con i coinquilini sono rimasti i suoi effetti personali e un biglietto aereo acquistato perché il 22 luglio sarebbe tornato, per un breve periodo, in Costa d'Avorio, per rivedere la moglie e il figlio di 8 anni. Su quell'aereo Daouda Diane non è mai salito. Da più di tre settimane non ci sono più notizie, né nessuna traccia del 36enne. L'uomo aveva lavorato, per tutta la mattina di sabato, in un cementificio della periferia di Acate, dove pare lavorasse saltuariamente nei momenti liberi dal suo lavoro, presso un centro di accoglienza di Acate. Da quel cementificio Daouda inviò ad alcuni parenti un video (verosimilmente realizzato la stessa mattina del 2 luglio) che lo riprende al lavoro nella zona di una betoniera e con un martello pneumatico.
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