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26/09/2022 11:00:00

Avvocati in Sicilia, solo a Patti e Ragusa sono più donne. A Marsala sono il 44,2%, a Trapani 43,3%

Nel foro di Marsala il 44,2% degli avvocati sono donne, a Trapani la percentuale scende al 43,3%. Sono queste le percentuali della presenza. Su 21.618 avvocati siciliani (una media di 4,7 per mille abitanti, a fronte di una media nazionale di 4,1) iscritti alla Cassa di assistenza e previdenza forense, le donne rappresentano il 48,8%: un dato superiore alla media italiana, pari al 47,7%.

Le donne avvocato sono la maggioranza solo nel circondario di Patti (53,6%) e in quello di Ragusa (50,3%). Non altrettanto avviene negli altri circondari, a cominciare da quello di Agrigento (vicino al sorpasso, con il 49,2% di professioniste), seguito da Catania (48,7%), Enna (48,2%), Barcellona Pozzo di Gotto (47%), Messina (46,6%), Termini Imerese (46,2%), Gela (46,1%), Palermo (46%), Siracusa (45,4%), Caltagirone (44,8%), Marsala (44,2%), Trapani (43,3%) e Caltanissetta (42,5%). Fanalino di coda è Sciacca che, con appena il 34,8% di donne avvocato, è uno dei tribunali italiani dove la componente femminile è meno elevata.

Sciacca detiene in regione la maglia nera anche per quanto riguarda la retribuzione, con un reddito medio che nel 2020 è stato di 15.422 euro, in aumento dell’1,2% rispetto all’anno precedente. Il reddito medio più elevato è quello del circondario di Palermo (27.328 euro, in calo del 5,9% a confronto con il 2019), che precede Marsala (25.540 euro, +9,3%) e Catania (24.846 euro, -0,2%).

Analizzando i dati nazionali, emerge che nel 1985 le donne avvocato in Italia erano 3.450, pari al 9,3% del totale, 36 anni più tardi, nel 2021, il loro numero ha toccato quota 115.250, cioè il 47,7% del totale, dato in lieve calo (-1,3%) rispetto all’anno della pandemia (2020: 117.559 - 48% del totale).*

“Quando tutto lasciava supporre che nella professione forense le donne avvocato avessero già acceso la freccia per il sorpasso – afferma Antonello Martinez, presidente dell’Associazione Italiana Avvocati d’Impresa - si è verificata però una battuta d’arresto nel 2021, infatti, il loro numero è diminuito di 2.300 unità rispetto all’anno precedente, mentre quello dei loro colleghi uomini, nello stesso periodo, è diminuito di “soltanto” 891 unità. Una dimostrazione del fatto che, nel settore, sono state le professioniste ad essere le più colpite dall’impatto dell’emergenza Covid-19 specie nella gestione dei figli o di altri familiari fragili”.

Il sorpasso è comunque già avvenuto al Nord, dove nel 2021 le donne avvocato sono il 51,1% del totale; al Centro, dove la componente femminile rappresenta il 48%, si segnalano tuttavia regioni “rosa” come l’Umbria e la Toscana, con rispettivamente il 52,7 e il 51,4% di professioniste sul totale.

Gli Ordini con la percentuale di presenza femminile più elevata sono quelli di Busto Arsizio (61,2%) e di Rieti (59,8%) mentre, a livello di Distretto, la maglia rosa spetta a Perugia che, con il 52,7%, precede Bologna (52,5%) e Brescia (52,4%).

“Nel 1985, - aggiunge Martinez - su una popolazione italiana di quasi 56,6 milioni di abitanti, i professionisti iscritti alla Cassa erano 37.495: una media di 0,7 avvocati ogni mille abitanti. Trentasei anni dopo, su una popolazione che è cresciuta di circa 3 milioni di persone, il numero di iscritti (241.830) è sestuplicato, con una percentuale che balza a una media di 4,1 avvocati ogni mille abitanti che nel meridione e nelle isole sale al 5,3%”. Fra le regioni, è la Calabria a vantare la media più alta in Italia (6,9 avvocati ogni mille abitanti), seguita dalla Campania (6,2) e dal Lazio (5,9). Le regioni che hanno, invece, il minor numero di avvocati sono nell’ordine in Valle D’Aosta (1,3 ogni mille abitanti), Trentino - Alto Adige (1,7) e Friuli - Venezia Giulia (2,1).