E se ci liberassimo anche dal pregiudizio sui migranti? Due domande a Cracolici
A margine della manifestazione “Memoria Nostra” in cui, oltre a celebrare il 78esimo anniversario della liberazione dell’Italia dai nazifascisti, a Castelvetrano si è festeggiata anche la liberazione della città da Messina Denaro, arrestato a Palermo lo scorso 16 gennaio dopo trent’anni di latitanza, abbiamo incontrato Antonello Cracolici, presidente della Commissione Parlamentare Antimafia regionale, al quale abbiamo fatto due domande.
Che ne pensa di questo 25 aprile che si festeggia oggi a Castelvetrano? Alcuni hanno detto che l’antimafia va benissimo, ma che oggi era il giorno della liberazione dal nazifascismo…
Il 25 aprile è la giornata della libertà riconquistata. 78 anni fa è stata conquistata contro il fascismo e contro una guerra devastante che ha segnato la storia d’Italia. Ma la libertà va difesa ogni giorno da tutte le forme di oppressione. La mafia è una di queste forme di oppressione che ha segnato la nostra storia e credo che Castelvetrano faccia bene a celebrare oggi questo evento, pochi mesi dopo l’arresto di Matteo Messina Denaro. Questa città deve riconquistare la sua libertà, affrancandosi da un marchio che l’ha segnata per tutti questi anni.
Questo governo ha cercato di infondere negli italiani la paura del diverso, la diffidenza nei confronti di chi si presume che verrà a toglierti ciò che è tuo, dal lavoro alle proprie tradizioni. E il ministro Piantedosi (anch’egli presente alla manifestazione di oggi) non ha certo contribuito ad invertire la tendenza. A questo punto non occorrerebbe anche liberarsi dai pregiudizi? Qual è la sua posizione sui migranti che continuano a morire in mare?
Io distinguerei le questioni. La libertà dal fascismo e la libertà dalla mafia sono questioni che riguardano una battaglia che purtroppo è ancora in corso, perché se il Paese per il 25 aprile si divide, vuol dire che una sua parte ha il torcicollo e pensa al passato con nostalgia. Credo che noi dobbiamo indicare una rotta di libertà per tutto, compresi quei principi e quei valori che ispirano la nostra vita. L’immigrazione è un grande tema che va gestito e non soltanto demonizzato. In questi anni hanno provato a raccontare l’immigrazione inanellando di paure l’opinione pubblica, ma alla fine, coloro che l’hanno raccontata con questo messaggio, non hanno risolto nessun problema, rendendo più precaria la vita degli immigrati che sono arrivati qui. Ma soprattutto hanno fatto perdere la vita a tante persone in mezzo al mare.
Egidio Morici
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