Castelvetrano, quattro alunne del "Lombardo Radice Pappalardo" in Lettonia
Dal 6 al 13 Maggio quattro alunne delle classi 1^ C e 1^H della Scuola Secondaria di I grado dell’Istituto Lombardo Radice Pappalardo, accompagnate dalle docenti Florianna Calia e Giovanna Morreale e dalla Dirigente, Maria Rosa Barone, hanno partecipato a Gulbene (Lettonia) all’ultima mobilità prevista dal progetto “Take 2…collabor-ACTION!” all’interno del programma ERASMUS+, insieme alle scuole partner provenienti dalla Spagna, dalla Polonia, e dalla ospitante Lettonia.
Una esperienza di mobilità che ha lasciato traccia nel cuore e nella mente di tutti i partecipanti e che ha fatto scoprire una nazione e tante persone che, pur in un luogo diametralmente opposto alla Sicilia e così lontano per latitudine, è capace di avvolgere i viaggiatori con grande calore.
L’esperienza è stata molto interessante non solo per le visite realizzate nella splendida città di Riga, presso il Castello Stameriana ed il Castello di Cesius, ma soprattutto per le molteplici attività realizzate all’interno del progetto che mira, tramite il linguaggio cinematografico, a potenziare le capacità espressive e comunicative ed a implementare le competenze in lingua inglese.
La Lettonia infatti ha stupito non solo per la sfolgorante bellezza paesaggistica ed ambientale e per la capacità di attrarre visitatori negli innumerevoli parchi giochi e tematici, ma anche per l’attenzione della scuola ospite nel proporre iniziative formative molto coinvolgenti, come l’esperienza fatta a Cinevilla, la Cinecittà lettone, dove gli alunni sono stati impegnati nella realizzazione di un piccolo corto girato sul posto, con l’aiuto di strumenti digitali molto sofisticati che inserivano i movimenti dei giovani attori in differenti luoghi fisici reali ed immaginari.
Altra bellissima attività è stata fatta presso il Castello Stameriana, che in passato apparteneva alla famiglia della baronessa Alexandra von Wolff-Stomersee, consorte di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, e dove lui stesso ha vissuto per pochi anni prima di tornare nella sua terra per dedicarsi alla stesura del romanzo “Il Gattopardo”; gli alunni lì sono stati impegnati in una sorta di caccia al tesoro, divisi in squadre miste per nazionalità.
La particolarità della mobilità è che oltre ad incontrare alunni provenienti da diversi contesti nazionali, la scuola ospite propone in ogni giornata attività formative inerenti il progetto che, in questo caso punta alla creatività ed all’interazione e collaborazione fra pari, utilizzando materiali e luoghi che contraddistinguono il Paese ospitante: infatti in occasione dell’Europe Day sono state piantumate delle piante, una per nazione, nell’”Europe garden”, dove sono presenti tutti gli alberi ed i fiori piantati dalle scuole europee che sono state presenti nella città di Gulbene per altri progetti del Programma Erasmus+, oppure ancora sono state proposte attività di pirografia su legno, danza creativa, disegno e manipolazione su legno e carta e giochi interattivi digitali.
L'aspetto sottolineato dagli insegnanti è stata l’acquisizione diretta di conoscenze sulla civiltà lettone, tipicamente nord europea e per tanti anni sotto occupazione tedesca prima e sovietica poi, che hanno caratterizzato non solo i monumenti e l’urbanistica, ma innanzitutto la gastronomia e lo stile di vita: il popolo lettone è molto accogliente, appare permeato di un grande senso del dovere, ha una forte identità nazionale (ovunque anche nei villaggi più piccoli le strade principali sono decorate con bandiere nazionali, forse per il faticoso processo di conquista dell’indipendenza), ha una profonda “anima green”, è molto operoso ed abituato alla fatica, è molto rispettoso della cosa comune e dell’ambiente e considera la scuola un vero e proprio investimento sul futuro della nazione, infatti molti servizi sono gratuiti, come la mensa scolastica e le palestre; molta attenzione infatti viene riservata allo sport ed anche una piccola cittadina di ca. 7000 abitanti come Gulbene (dove il gruppo era ospitato) è dotata di palestre al chiuso, piscine, campi sportivi all’aperto per il calcio e l’atletica e nei diversi giardini pubblici sono installati molti giochi per bambini e attrezzi per l’allenamento degli adulti. E ciò che è incredibile è che in Lettonia si vive per circa 9 mesi l’anno a temperature di molto inferiori a 0° e, soprattutto al calar della sera, è davvero difficile passare del tempo all’aria aperta!
Quella in Lettonia è stata l’ultima mobilità del progetto e, nell’occasione, è stato montato il corto realizzato in modo cooperativo, a staffetta, dalle diverse scuole che ha avuto come tema l’immigrazione per sensibilizzare gli alunni sull’importanza dell’accoglienza dello straniero e della comprensione del suo vissuto, perché la capacità di essere “umani” non fa distinzione di nazionalità.
Una esperienza di mobilità che ha lasciato traccia nel cuore e nella mente di tutti i partecipanti e che ha fatto scoprire una nazione e tante persone che, pur in un luogo diametralmente opposto alla Sicilia e così lontano per latitudine, è capace di avvolgere i viaggiatori con grande calore.
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