L'ex Provincia dice che allo Stagnone va tutto bene
Allo Stagnone di Marsala va tutto bene.
Lo dice, in una nota piccata, il commissario eterno dell'ex provincia di Trapani, Raimondo Cerami, che risponde ad una nota di Antonella Ingianni, di Europa Verde, che aveva chiesto anche le dimissioni del direttore della Riserva, Fiorentino.
Cerami sottolinea "la mancanza della redazione del Piano di Utilizzazione" della Riserva, che pure era previsto previsto entro 180 giorni dall’istituzione, ad opera del Comune di appartenenza e in via sussidiaria dalla Regione Siciliana.
Nelle aree di preriserva, in cui è lamentato il saccheggio da parte di Europa Verde, chiarisce Cerami, possono essere previste iniziative idonee a promuovere la valorizzazione delle risorse locali, con particolare riguardo alle attività artigianali, silvo-pastorali, zootecniche e alla lavorazione dei relativi prodotti, nonché alle attività ricreative, turistiche e sportive .
Secondo Cerami "fin qui il LCC di Trapani, quale Ente Gestore, ha sempre operato nel rispetto delle regole, e le attività consentite sono scaturite da decisioni assunte nelle conferenze di servizi cui hanno partecipato Comune di Marsala, Soprintendenza, Demanio Marittimo, Genio Civile. In merito è stato, semmai, il LCC di Trapani ad imporre limitazioni da sempre impopolari, come la distanza minima dei 100 metri da un chiosco all’altro, quando lo si voleva più breve; lo smontaggio a fine ottobre delle strutture, quando a più livelli si lamenta il mantenimento anche di inverno; l’individuazione di soli due siti, lontani dalla balneazione per la pratica degli sport, oggi argomento tanto discusso".
Cerami precisa che il regolamento della Riserva emanato con decreto n. 198 del 24 maggio 2000, tra i divieti alla lettera V dell’articolo 2 così recita “ ...(e' vietato) esercitare attività sportive che compromettano l'integrità ambientale e la tranquillità dei luoghi, quali automobilismo, trial, motociclismo, motocross, deltaplanismo, etc..
Il kite non è citato , ma non è citato nemmeno tra le azioni proibite nel piano di gestione del Sito Natura 2000, approvato dalla Regione Siciliana.
"Vero è che l’avifauna sarebbe disturbata - si giustifica Cerami - ma una presa di posizione solo da parte dell’Ente Gestore non sarebbe giustificata dalla normativa".
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