Quantcast
×
 
 
27/01/2024 06:00:00

Corruzione a Trapani. La City Green come un bancomat per il Comune

La City Green Light, tramite l’energy manager Cristian Valerio, per il Comune di Trapani era come un bancomat. Pronta a sponsorizzare profumatamente le iniziative natalizie.
In cambio Dario Safina, deputato regionale finito ai domiciliari, avrebbe dato delle dritte su bandi ancora da pubblicare.
Questo emerge dalle indagini. Ma che ci fosse qualcosa di strano nel rapporto tra l’amministrazione comunale di Trapani e la City Green Light non se n’era accorta soltanto la Procura di Trapani.


Già alcuni anni fa l’allora consigliere comunale di Trapani, Giuseppe Lipari, evidenziò un rapporto anomalo tra la società e l’amministrazione guidata da Giacomo Tranchida nelle questioni che riguardavano le illuminazioni natalizie e le sponsorizzazioni per il Natale Mediterraneo. Tant’è che lo stesso Lipari inviò un esposto alla procura di Trapani.
E’ il gennaio 2020 e Lipari scrive in una nota che “nell’organizzare pessimamente il Natale a Trapani, il comune ha agito in maniera illegittima, saltando la necessaria procedura ad evidenza pubblica: Affidando in maniera diretta la sponsorizzazione alla City Green Light (società privata), è stato violato il regolamento per la disciplina delle sponsorizzazioni di lavori, servizi e forniture, nonché raggirati i principi di trasparenza, imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione”.


Continuava Lipari entrando nel dettaglio: “L’Amministrazione comunale, nell'affidare la sponsorizzazione alla City Green Light ottenendo € 30.000 avrebbe infatti violato l’art. 7 del regolamento in questione, rubricato “Procedure per la scelta dello Sponsor”, ed in questo modo potrebbero essere stati commessi diversi reati, potendo ben rappresentare un indebito vantaggio allo sponsor la sua individuazione mediante affidamento diretto e non secondo procedure ad evidenza pubblica come previsto dal regolamento, in violazione delle norme del regolamento comunale sulle sponsorizzazioni.
Infatti, non ci è dato sapere se altre ditte, trapanesi e non, avrebbero offerto più di 30.000 €, così come non sappiamo se l’illegittima procedura di individuazione adottata, possa esporre il comune ad una pretesa risarcitoria da parte di tutte le aziende così estromesse dalla possibilità di sponsorizzare l’evento, con conseguente danno erariale”.


L’inchiesta di questi giorni prende in esame le sponsorizzazioni natalizie del 2020 e del 2021, ma già negli anni precedenti il rapporto tra la City Green Light e l’amministrazione comunale. Già nel 2018, il primo Natale targato Tranchida a Trapani la società messinese è stata sponsor degli eventi natalizi. E poi il Natale 2019, con l’interrogazione di Lipari. Sponsorizzazioni sospette, affidate direttamente, e senza bandi. Cristian Valerio in occasione delle accensioni delle luminarie si faceva vedere in città, partecipava alle accensioni delle luci su chiese e monumenti anche queste procurate dalla società per cui lavora.


La società per il comune era come una sorta di bancomat, pronta a sponsorizzare eventi e illuminare chiese. Una presenza costante. Ha anche sponsorizzato la candidatura a Trapani capitale delle culture euroediterranee

 

 


Nell’inchiesta viene ipotizzato che parlamentare regionale avrebbe fatto avere a Christian Valerio, informazioni che avrebbero fatto vincere alla sua società gare pubbliche bandite dal Comune di Trapani. In cambio avrebbe avuto 50mila euro per iniziative comunali, 10mila euro per le luminarie cittadine, quattro telecamere da installare accanto a due fontane cittadine? per la videosorveglianza, due dispositivi di illuminazione di un'opera d'arte.


"Regali" che, secondo i pm, sarebbero stati sollecitati da Safina per «conseguire il personale vantaggio di accrescere la propria visibilità e quindi il personale consenso presso il corpo elettorale».

Antonello Cracolici, presidente della commissione regionale antimafia e deputato del Pd, oltre che dirigente del partito, è “perplesso” dall’indagine che ha coinvolto il deputato Dario Safina, finito agli arresti lo scorso mercoledì, perché “ho visto ipotesi di contestazione di reato inedite”.

Cracolici ha qualche “dubbio sulla sostenibilità delle tesi dell’accusa”. Secondo Cracolici – intervistato dal Giornale di Sicilia – ci sono dei dubbi soprattutto sulla corruzione che viene contestata a Safina che, secondo l’accusa si sarebbe accordato con l’azienda City Green Light anticipando ai suoi dirigenti alcuni dettagli di un bando: “Come si fa a turbare il project financing che prevede proprio un dialogo con gli imprenditori coinvolti nella procedura? – si chiede Cracolici – Mi pare un aspetto cruciale di una vicenda complessa”.


Ieri intanto Safina è stato sentito per circa 4 ore dal Gip di Trapani nell’interrogatorio di garanzia.
Il deputato regionale, assistito dagli avvocati Giuseppe Rando e Salvatore Longo, ha risposto a tutte le domande, fornendo chiarimenti sui fatti che gli vengono contestati. Ha anche depositato una memoria difensiva a sua firma. Presente il pm Francesca Urbani. I legali hanno avanzato richiesta di revoca degli arresti domiciliari. Il giudice deciderà nei prossimi giorni.