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04/03/2024 06:00:00

L'emergenza siccità in Sicilia e il paradosso degli invasi. Oggi manifestazione alla Diga Trinità

L'emergenza siccità in Sicilia ha raggiunto livelli che non si registravano da oltre dieci anni. Secondo gli esperti, si potrebbe già parlare della terza crisi idrica più grave mai registrata.

Saranno gravi gli effetti sul settore agricolo, con il rischio che per la mancanza di piogge si arrivi a una ridotta produzione di grano e frutta più piccola, per non parlare dei problemi drammatici alla viticoltura e alla olivicoltura. Se la siccità in Sicilia è un problema enorme per tutto il comparto agricolo, sta diventando anche un paradosso la situazione degli invasi che non riescono a trattenere l'acqua.

Meno di un mese fa il governo Schifani ha dichiarato lo stato di calamità naturale per la grave siccità che sta colpendo l’intero territorio regionale, ma incredibilmente, come raccontato già lo scorso anno, con le prime piogge cadute nei giorni scorsi, alla Diga Trinità - dalla quale dipende il Consorzio di Bonifica Trapani 1 e da questo l'irrigazione di gran parte dell'agricoltura del trapanese - le paratie sono state aperte dopo le ultime piogge per motivi di sicurezza. 

La Diga Trinità (qui il racconto dello scorso) come sappiamo è autorizzata a contenere un quantitativo d'acqua limitato fino a quando non saranno svolti dei lavori. Una volta aperte la paratie non si riesce a invasare l'acqua e ancora una volta finisce inesorabilmente in mare. 

Gli agricoltori manifestano alla Diga Trinità - Questa mattina, alle ore 8:00, I Guardiani del Territorio, saranno alla Diga Trinità di Castelvetrano per manifestare con gli agricoltori sulle criticità che stanno interessando la Diga.
"È impensabile che in un'annata estremamente siccitosa si continui a sversare acqua che l'invaso non può contenere a causa della mancanza di ordinaria manutenzione - scrive il presidente de "I Guardiani" Davide Piccione -. Questo spreco, dovuto all'inefficienza degli addetti ai lavori dell'Assessorato Regionale Acque e Rifiuti, la viticoltura trapanese non se lo può permettere. Chiediamo a salvaguardia della vitalità dei migliaia di ettari di terreno coltivati a vigneto e oliveto del territorio, vengano immediatamente chiuse le paratie al fine di immagazzinare l'acqua piovana come estremo soccorso per la prossima stagione estiva.
Chiediamo l'impegno e lo sforzo comune da parte delle forze istituzionali e politiche dei governi regionali e nazionali di trovare una soluzione affinché la Diga - conclude Piccione - possa diventare finalmente un'infrastruttura che porti ricchezza al territorio e alle imprese che operano qui, tutelando anche dal rischio di incendi estivi". Domani intanto è prevista una riunione per l'emergenza della Diga Trinità in assessorato.

I segretari provinciali di Flai Cgil e Uila Uil chiedono un incontro urgente con il commissario Cartabellotta -  “Chiederemo al più presto un incontro con il neo commissario per l’emergenza siccità in Sicilia Dario Cartabellotta. Non possiamo che esprimere preoccupazione dopo la riunione di oggi fra le segreterie provinciali di Flai Cgil e Uila Uil e una folta delegazione di lavoratori impiegati nelle aziende agricole del territorio mazarese”. Lo affermano i segretari generali di Flai Cgil e Uila Uil Giovanni Di Dia e Leonardo Falco. “Nel dettaglio – aggiungono-, abbiamo parlato dell’apertura dei portelloni delle diga Trinità che a causato lo sversamento in mare della poca acqua piovana presente. Sembra paradossale che dopo circa 8 mesi di siccità, e dopo la dichiarazione dello stato di calamità naturale su tutto il territorio siciliano approvata dalla giunta di governo lo scorso 9 febbraio, si possa assistere a uno spreco di acqua come quello di questi ultimi giorni”. E continuano: “Siamo preoccupati per le ricadute occupazionali della siccità e della mancata soluzione ai problemi affrontanti e mai risolti. Tutto ciò potrebbe pregiudicare il lavoro e quindi la capacità di sostentare tante famiglie. A questo va associato tutto il danno che questo stato di cose causerà alle aziende agricole del territorio, per non parlare della ricadute negative per tutto l’indotto”. “Rinnoviamo – concludono - l’invito alle istituzioni di fare presto nel trovare le soluzioni definitive al problema, attendendo l’incontro con il commissario Cartabellotta”.

Il sindaco di Marsala Massimo Grillo: "L'attuale situazione alla Diga Trinità è insostenibile e mette a rischio non solo l'agricoltura locale, ma l'intera economia della zona. È chiaro che l'Assessorato Regionale all’Energia ha delle responsabilità che partono da lontano, responsabilità evidenti nell'inefficienza gestionale della diga. Sono estremamente fiducioso che il neo Commissario per la crisi idrica Dario Cartabellotta, di recente nominato dal Presidente Schifani, riuscirà a fare luce su quanto è successo negli anni passati. Sono altresì certo che il Commissario Cartabellotta si attiverà per cercare soluzioni immediate al fine di garantire la
sicurezza idrica e la sostenibilità delle attività agricole nel nostro territorio, sempre garantendo la salvaguardia della sicurezza delle popolazioni a valle della diga Trinità. Faccio appello al Presidente Schifani, anche attraverso l’impegno dell’on. Stefano Pellegrino, perché si riveda l'attuale organizzazione della gestione degli invasi mettendo in campo modalità più snelle come quella Commissariale o affidando la stessa al Commissario Cartabellotta, in modo da evitare gli errori commessi in passato e affrontare con maggiore celerità le criticità causate dai cambiamenti climatici. A tal fine garantisco, per quanto di mia competenza, la più totale collaborazione da parte della mia Amministrazione”.

La Cia Sicilia Occidentale chiede interventi immediati - “Siamo di fronte ad una scena già vista e che abbiamo portato già lo scorso anno sui tavoli istituzionali per trovare una soluzione che sembrava potersi concretizzare. Purtroppo, invece, dalla diga Trinità di Castelvetrano si continua a sversare acqua che l’invaso non può contenere per problemi di autorizzazioni - le parole di Camillo Pugliesi - È bastata un po’ di pioggia per far innalzare il livello e costringere ad aprire le paratie per far uscire l’acqua in eccesso rispetto ai livelli consentiti. In una annata particolarmente siccitosa, come quella in corso, è un lusso che non ci si può permettere. Avevamo avuto rassicurazioni, lo scorso anno, sul fatto che si sarebbero messe in campo soluzioni per evitare questo scempio che preoccupa, non poco, tutto il comparto agricolo della zona, migliaia di ettari di terreni che dipendono dalla fornitura della diga Trinità. Basta irrigazione di soccorso e acqua a singhiozzo, le imprese hanno bisogno di programmare soprattutto in questo periodo. Crediamo che, a poche settimane dall’avvio della stagione irrigua, sia necessario uno sforzo comune da parte di tutti gli uffici interessati e coinvolti, a Palermo come a Roma - conclude - per risolvere le problematicità di questo impianto e non lasciare a secco centinaia di aziende già alle prese con una grave crisi dettata da più fattori e che è sotto gli occhi di tutti proprio in queste settimane”.

Il fabbisogno d'acqua del comprensorio agricolo del Trapanese - Per la stagione irrigua il comprensorio necessita di una fornitura totale di circa 7 milioni di metri cubi di acqua e, secondo i dati dell’1 febbraio, pubblicati dall’Autorità di bacino del Distretto idrografico della Sicilia, la Trinità ne conteneva 4,37, oltre 800 mila metri cubi in meno rispetto a un anno fa.

Sicilia unica Regione d'Italia in zona rossa - La Sicilia è l’unica regione d’Italia e tra le poche d’Europa in zona rossa per carenza di risorse idriche. Stessa situazione si ritrova in Marocco ed Algeria. Una condizione che sta danneggiando agricoltori e allevatori, già gravati dalle conseguenze dei fenomeni atmosferici anomali che hanno colpito l'Isola per tutto il 2023. L'allevamento degli animali è il settore più colpito per l'assenza di foraggio verde e la mancanza di scorte di fieno danneggiate dalle anomale precipitazioni del maggio dell'anno scorso. Schifani ha nominato commissario il dirigente generale del dipartimento Agricoltura Dario Cartabellotta, che dovrà occuparsi tra le altre cose della semplificazione delle procedure e del sostegno delle spese per la transumanza, dell’esonero dei pagamenti dei canoni d’affitto delle superfici a pascolo pubblico e dell’erogazione dei primi contributi per 5 milioni di euro alle aziende per l’acquisto di foraggio e l’approvvigionamento idrico.

Livello dei laghi ridotto. Acqua razionata in 93 comuni in Sicilia -  Lo stato di emergenza è solo la punta dell’iceberg di una situazione ormai in caduta libera negli ultimi anni. Per la prima volta, il razionamento obbligatorio dell’acqua potabile interesserà quasi tutta la Regione e non solo alcune città.  Per le autorità locali la situazione è grave. Senza interventi tempestivi, il rischio concreto è che in poche settimane i cittadini rimangano senza acqua. "Circa il 10-15% dell'acqua è già razionato in 55 comuni. Tuttavia, a partire da oggi, 4 marzo, il razionamento dell'acqua sarà attuato in oltre 93 comuni, interessando 850mila residenti. In alcuni casi, il razionamento potrebbe raggiungere il 45%". A Marsala fino ad ottobre è vietato irrigare giardini, orti, prati, lavare cortili e auto, riempire piscine e vasche. A meno che non si ha a disposizione un pozzo privato. E' quanto ha disposto il Comune di Marsala per far fronte alla crisi idrica e all'emergenza siccità. 

Diga Ancipa nell'Ennese al corto d'acqua - Solo otto milioni di metri cubi d'acqua: se non pioverà, c'è il rischio concreto di vedere le risorse idriche ridursi drasticamente entro maggio. E' l'allarme di Legambiente sulla diga Ancipa, nell'Ennese. Si potrebbe arrivare al razionamento anche per gli usi civili. Preoccupati i comitati di cittadini. Come quello di Troina.

 La crisi idrica nel messinese - Anche nell'area metropolitana di Messina, la situazione è preoccupante, tanto che il prefetto Cosima Di Stani e il sindaco Federico Basile hanno convocato una riunione per affrontare l'emergenza. La formalizzazione dello stato di calamità per la carenza d'acqua in Sicilia evidenzia la gravità della situazione, che coinvolge tutte le istituzioni locali e regionali. Il prefetto ha sottolineato l'importanza di pianificare un piano di protezione civile tempestivo per fronteggiare le emergenze idriche, considerando anche i possibili risvolti sull'ordine pubblico. Il sindaco Basile ha segnalato le richieste di supporto tecnico e logistico pervenute dai comuni messinesi, evidenziando la necessità di individuare soluzioni concrete per garantire l'approvvigionamento idrico alla popolazione. Si punta sulle opere infrastrutturali in corso di realizzazione per migliorare il sistema idrico della città, ma si sottolinea la necessità di valutare attentamente la situazione e prepararsi ad eventuali scenari di emergenza. La situazione è allarmante anche per altri primi cittadini, che evidenziano la frequenza delle difficoltà idriche e il problema delle infrastrutture obsolete. Si rende quindi necessario un intervento sinergico e tempestivo per affrontare la crisi e garantire l'accesso all'acqua alla popolazione interessata.