Dopo quattro mesi ancora nessuna soluzione per la studentessa di Salemi
A distanza di circa quattro mesi, ancora non è approdata ad una conclusione la vicenda della 15enne studentessa salemitana (ancora in età di obbligo scolastico) che ha chiesto di poter frequentare una scuola superiore della sua città (l’Istituto “D’Aguirre”), lasciando il Liceo scientifico di Castelvetrano, vedendosi però negare la “disponibilità” ad essere accolta sulla base di una nota ministeriale del 9 gennaio scorso che fissa un termine oltre il quale non è possibile cambiare scuola in corso d’anno.
“Ma il trasferimento – ha obiettato il padre della ragazza – è stato chiesto in dicembre…”. Il caso è, poi, persino all’Ars con una interrogazione presentata ad alcuni deputati regionali. E un mese fa sembrava essere arrivata la svolta. Il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, Giuseppe Pierro, inviò, infatti, una nota alla dirigente scolastica del “D’Aguirre” (e per conoscenza anche al padre dell’alunna), invitandola “a prevedere il colloquio previsto dall’art. 4 c. 12 del D.M. n. 5/2021 al fine dell’inserimento dell’alunna nella classe II dell’indirizzo amministrazione Finanza e Marketing”.
Il legale del genitore dell’alunna, l’avvocato marsalese Vito Daniele Cimiotta, dichiarò: “E’ stata solo la perseveranza e l'amore per la figlia da parte di un padre a far cambiare le cose. Dopo diversi tentativi, attraverso una interlocuzione con gli organi regionali preposti, finalmente, l'ufficio scolastico regionale ha fatto pervenire nota, indirizzata anche alla scuola d'Aguirre di Salemi, con la quale intima alla stessa di prevedere il colloquio per il trasferimento della minore presso lo stesso Istituto tecnico. Dopo avergli negato la possibilità di trasferimento attraverso una serie di comunicazioni, alle quali il padre, aveva con i propri mezzi cercato di opporsi, chiedendone la revoca in autotutela, finalmente l'organo regionale è intervenuto a sostegno delle ragioni del genitore, dopo aver esaminato la domanda di trasferimento. Probabilmente, se il signor Antonio, avesse mollato la presa, la questione non si sarebbe mai ricolta”.
Ed invece ancora, nonostante la nota dell’Usr, alla giovane non sarebbe stato comunicato l’ok alla frequenza del D’Aguirre. “Considerato il mancato trasferimento – dice il padre – mia figlia è costretta ad alzarsi ogni mattina alle 6 per arrivare a Castelvetrano in orario utile per l'inizio delle attività scolastiche, con un aggravio di spese per la famiglia. Sono tre i pullman che traportano più di 150 bambini la mattina da Salemi a Castelvetrano per frequentare le classi dello scientifico e del linguistico, mentre le prime classi dell’Istituto D’Aguirre sono formate da pochi alunni”. Il genitore, stanco e amareggiato, a quanto pare medita di rivolgersi alle autorità competenti, nella speranza che qualcuno prenda provvedimenti.
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