Corruzione al Comune di Marsala: Falco, i favori alla coop e l'attacco agli "pseudogiornalisti"
“Facciamo come per i servizi segreti, distruggi questa mail”. Così scriveva Maria Pia Falco, funzionaria del comune di Marsala, definita perfino “stipendiata” da uno degli imprenditori da lei favoriti in una conversazione intercettata, viste le elargizioni ricevute. È una mail del 5 aprile 2022 che Falco effettivamente cancellerà, ma che i carabinieri troveranno nei dispositivi del destinatario, ovvero ad una dipendente della cooperativa Nido d’Argento, la società cooperativa di Partinico che – secondo gli inquirenti – riusciva ad ottenere appalti per i servizi sociali grazie alle regalie a vari funzionari pubblici sparsi in vari comune della Sicilia occidentale.
Una cooperativa che aveva appunto dato nell’occhio per il numero di appalti vinti. Per questo Falco nella mail scrive: “Da quando ho pubblicato l’avviso per il nuovo bando indicando la Nido d’Argento, come ente gestore è successo quelle che in anni non è mai successo, poiché a quanto pare c’è stato un difetto di comunicazione, è scoppiato il caso, perché parecchia gente, compresi gli pseudo giornalisti, non hanno altri argomenti da attenzionare”. E per questa attenzione degli “pseudo giornalisti”, la funzionaria suggerisce di “ammortizzare la situazione… Giuseppe deve intervenire, anche se in maniera più latente”.
A dovere intervenire sarebbe Giuseppe Gaglio, rappresentante legale della Nido d’Argento. Le indagini hanno portato alla luce un giro di regalie finalizzate all’aggiudicazione degli appalti. Un’operazione che ha portato oggi in carcere Gaglio, assieme a Massimiliano Terzo, dipendente della cooperativa ma “dotato di pieni poteri decisionali” e Gaetano Di Giovanni, dirigente del distretto socio sanitario, nonché capo dei vigili urbani di Agrigento.
Sono sei le persone invece finite ai domiciliari, tra cui la funzionaria Falco, l’ex sindaco di Partinico Salvatore Lo Biundo, ex Udc e poi transitato nel Pd dal quale è uscito nel 2017, Giuseppe Chiaramonte e Francesco Chiavello, dipendente ed ex dipendente della Nido d’Argento, e Aldo Raimondi, responsabile del settore Politiche Sociali e Culturali del Comune di S. Cataldo (Cl). Sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio, invece, per Maria Rita Milazzo, dirigente del comune di Balestrate, Michela Sclafani, funzionaria dell’ufficio direzione Politiche sociali della Città Metropolitana di Palermo, e Antonino Geraci, presidente della commissione aggiudicatrice nella gara per l’affidamento della gestione e realizzazione “Azione A Rafforzamento dei Servizi Sociali”.
Tutti sono accusati a vario titolo di associazione finalizzata alla corruzione, corruzione, turbata libertà degli incanti e istigazione alla corruzione.
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