Continua anche in Sicilia lo sfruttamento di spiagge e lidi
In Sicilia continuerà, anche quest'estate, lo sfruttamento delle spiagge.
Tutto ciò nonostante una sentenza del Consiglio di Stato che bocciava la proroga delle concessioni balneari per i lidi decisa dalla Regione, quindi dal Governo Schifani, e che portava la scadenza delle concessioni dal 31 dicembre 2023 al 31 dicembre 2024.
Bocciata la proroga le concessioni sono già scadute. La Regione pensa ad un escamotage, con l'assessorato regionale Territorio e Ambiente che parla di "differimento". Cambia poco. In Sicilia sono in corso di validità oltre 5 mila concessioni balneari, la decisione del Consiglio di Stato coinvolge 3 mila di queste che, teoricamente, dovrebbero smontare tutto.
Così non è. Nei giorni scorsi Legambiente ha impugnato il decreto di proroga.
Adesso interviene anche Altroconsumo, l'associazione dei consumatori, per chiedere al Governo di varare al più presto la riforma del settore balneare, e invita tutti i consumatori a unirsi in questa azione firmando la petizione che chiede al governo spiagge aperte anche a nuovi soggetti e prezzi alla portata di tutti.
In contrasto con la direttiva europea che da anni chiede all'Italia una liberalizzazione del settore, a febbraio 2023 il Governo aveva dato la possibilità ai Comuni di estendere le concessioni balneari attualmente in vigore fino al 2024 senza alcun bando di assegnazione. Ma, secondo una recente sentenza del Consiglio di Stato, la proroga per tutto il 2024 delle attuali concessioni balneari per lo sfruttamento economico di spiagge e lidi è illegittima ed occorre quindi mettere a piano al più presto nuovi bandi di assegnazione, anche perché oggi i rincari delle spiagge (in mano sempre agli stessi gestori) ricadono sui consumatori.
“Il Consiglio di Stato conferma quanto già affermato nella sua sentenza del 2021 e come da noi sostenuto, ovvero che prorogare le attuali concessioni balneari al 31 dicembre 2024 è illegittimo, vanno invece effettuate nuove gare al più presto. Si conferma la necessità di assecondare i principi fondamentali della concorrenza, imparzialità e trasparenza, come previsto dalla direttiva Bolkestein e dalla stessa sentenza del Consiglio di Stato del 2021. Altroconsumo continuerà a monitorare e a chiedere che sia attuata una riforma vera per favorire un’offerta di servizi più variegata che dia alle persone maggiore possibilità di scelta e per affrancare il settore dei servizi balneari da logiche anticoncorrenziali che rispondono solo ai bisogni degli operatori economici, lasciando indietro gli utenti privati” ha dichiarato Federico Cavallo, Responsabile relazioni esterne di Altroconsumo.
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