I numeri dell'economia siciliana/2. Più occupati, ma che batosta l'inflazione
Ieri abbiamo iniziato a spulciare il report di Bankitalia sull’economia siciliana pubblicato a fine giugno di quest’anno, oggi continuiamo ad analizzare i dati più interessanti in questa seconda ed ultima parte.
OCCUPAZIONE +5,5% RISPETTO AL 2022 - “Nel 2023 l’occupazione” nell’Isola, scrivono gli specialisti di Bankitalia nel report ‘Economie regionali - L’economia della Sicilia’ “ha continuato a crescere ed il numero degli occupati in regione è aumentato del 5,5 per cento rispetto al 2022. L’incremento è stato superiore a quanto realizzato nel Mezzogiorno e nella media nazionale (rispettivamente pari al 3,1 e al 2,1 per cento).
EDILIZIA BENE COL SUPER BONUS - “I livelli occupazionali del 2019 sono stati superati in tutti i principali settori” ma “l’incremento maggiore si è registrato nelle costruzioni, la cui attività è stata supportata dagli incentivi fiscali per la riqualificazione energetica degli immobili e nelle altre attività dei servizi. Fanno eccezione “le attività economiche del comparto del commercio, alberghi e ristoranti” le cui performance non hanno fatto registrare risultati degni di nota.
DONNE AL LAVORO IN AUMENTO - “Rispetto al 2022 l’occupazione è aumentata sia per gli uomini sia, più intensamente, per le donne ed è tornata a crescere anche per i lavoratori autonomi, pur rimanendo per questi ultimi al di sotto dei livelli pre-pandemia. L’incremento è stato maggiore per l’occupazione” di dipendenti sia a tempo indeterminato che determinato ma “l’incidenza di questi ultimi, sul totale degli occupati, rimane più elevata rispetto alla media nazionale (rispettivamente 19,3 e 12,6 per cento). Si è ridotta la quota degli occupati in part-time, anche di quelli che sarebbero disposti a lavorare a tempo pieno (part-time involontario).
TASSO DI OCCUPAZIONE COMPLESSIVO AL 44,9% (+2,3%) - “Nel 2023 il tasso di occupazione è aumentato di 2,3 punti percentuali rispetto al 2022, portandosi al 44,9 per cento (61,5 la media nazionale); come l’anno precedente la crescita è stata più elevata per la fascia di popolazione con età tra 25 e 34 anni (4,0 punti percentuali) e per coloro che sono in possesso di almeno una laurea”.
DISOCCUPATI SICILIANI PIU’ DEL DOPPIO (15,8%) RISPETTO AL RESTO DEL PAESE (7,7%) - “Il tasso di disoccupazione è sceso al 15,8 per cento, un valore nettamente superiore rispetto al dato medio nazionale (7,7 per cento). Si è registrata una contrazione leggermente più ampia del tasso di disoccupazione per chi è alla ricerca di lavoro da almeno 12 mesi: per questa categoria l’indicatore è pari al 10,5 per cento (4,2 la media italiana)”.
CALANO I ‘CERCATORI’ DI OCCUPAZIONE - “Anche nel 2023 si è realizzato un calo del numero di persone in cerca di occupazione, esclusivamente riferibile a individui senza precedente esperienza di lavoro.
LE RETRIBUZIONI (+2,2%) MASSACRATE DALL’INFLAZIONE (+5,7%) - “Informazioni preliminari per il 2023 possono essere tratte limitatamente alla componente stabilita dai contratti collettivi nazionali (che costituisce la base della retribuzione effettiva, eventualmente integrabile con accordi di secondo livello ed erogazioni una tantum). In Italia tale componente è cresciuta in media del 2,2 per cento (a fronte di un’inflazione del 5,7%. In base ai dati dell’INPS, riferiti alle retribuzioni giornaliere e disponibili a livello regionale, la dinamica in Sicilia sarebbe risultata sostanzialmente in linea con quella media nazionale”.
LE FAMIGLIE:IL REDDITO (+5,5%) ED I CONSUMI - “Nel 2023 l’indicatore regionale del reddito disponibile lordo delle famiglie consumatrici siciliane è cresciuto del 5,5 per cento rispetto all’anno precedente. Il potere d’acquisto, tuttavia, ha continuato a essere eroso dall’incremento dei prezzi: in termini reali lo stesso indicatore è rimasto sostanzialmente stabile (0,2 per cento; -0,5 in Italia), mostrando un significativo miglioramento negli ultimi mesi dell’anno in concomitanza con il calo dell’inflazione”.
Alessandro Accardo Palumbo
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