Marsala, il fallimento del sindaco Grillo su verde e decoro ubrano
In piena estate, mentre la città ospitava molti turisti, si sono consumate delle conferenze stampa volute dal sindaco, Massimo Grillo.
Tema: obiettivi e come raggiungerli, ognuno per settore con assessori con delega e dirigenti di riferimento. Le speranze tante, la progettualità pure. Poi, fuori dall’arco del quartiere spagnolo c’è una città che boccheggia e che lamenta la mancanza di normalità.
E’ stato detto che il verde pubblico veniva migliorato, che non si sarebbe più consentito alla bruttezza di varcare la soglia della città, che la cura era atto doveroso per i cittadini e biglietto da visita per chi arriva, magari vorrebbe tornare e non scappare.
Invece basta solo farsi un giro, in auto o a piedi, cosa che la giunta forse non fa o non vede, per capire come le strade, centrali e periferiche, siano completamente invase da erbacce. Il decoro al contrario, potrebbe essere un titolo simpatico, ma è lo svolgimento dell’intero tema.
In via delle Sirene, oltre allo scempio di quelle palme che sono state piantumate senza tenere conto della città( Marsala non è Miami) l’erba cresce rigogliosa. Porticella, quel giardinetto in pieno centro, che dovrebbe accogliere bambini e famiglie, anziani, è ricettacolo di topi. La fontana abbandonata al suo lento declino. Di verde non c’è più nemmeno la speranza.
E’ tempo di smetterla di giocare con chi crede che qualcosa possa muoversi, che qualcosa possa migliorare, illudere i cittadini è dispendioso in energia e nel prezzo che si paga poi. Soprattutto per la credibilità.
La rotonda di via Dante Alighieri è un mucchio di erbacce, quando le sistemano sotto c’è solo erba secca, il manto non viene più ripristinato. E’ una morte lenta. E’ agonia di una città che meritava rispetto e attenzione, che avrebbe potuto ma si è fermata al verbo condizionale.
Il cittadino sporca, questo è un problema strutturale che riguarda l’educazione civica, abbandonare i fazzoletti per terra, una bottiglietta d’acqua è questione di mancato rispetto per l’ambiente e per se stessi. Fa parte di quel processo di cittadinanza attiva che purtroppo viene promossa solo a parole e la parola decoro è la più abusata e stuprata. Basti guardare alla Riserva dello Stagnone dove tutto è concesso, permesso, nessuno si stupisce, nessuno fa osservare le regole, perché così conviene.
Marsala vive un degrado urbano e culturale, un male persistente. E questa immagine della città è negativa e può avere conseguenze sulla qualità della vita dei residenti e sull’attrattività turistica. Il lungomare al buio sembra il tunnel della tristezza.
Come si fa a non mettere mani, e non parole, concretamente sulla rigenerazione urbana, sugli spazi verdi sulla illuminazione pubblica?
Nessuna retorica, è fallimento: bisogna arrendersi all’evidenza.
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