Addio a Francesco Lena, vittima dell'antimafia corrotta
Francesco Lena, imprenditore palermitano nel settore turistico e produttore di vino biodinamico conosciuto in tutto il mondo, è morto dopo una vita segnata da un lungo calvario giudiziario che lo ha visto al centro di una delle vicende più emblematiche dell’antimafia “corrotta” in Sicilia. Lena era noto per aver avviato, insieme alla sua famiglia, un rinomato resort di lusso e un'azienda vinicola a Castelbuono, ma nel 2010, all’età di 74 anni, fu arrestato con l’accusa di associazione mafiosa.
La sera del 9 giugno 2010, Lena fu svegliato all’alba e portato via dalla sua abitazione di Castelbuono con l’accusa di essere un punto di riferimento per i boss mafiosi nella fittizia intestazione di beni. Le accuse contro di lui si basavano su vaghe dichiarazioni di pentiti e su episodi risalenti a oltre 40 anni prima. Nonostante l’assenza di prove concrete e la sua assoluzione definitiva, Lena trascorse 23 giorni in carcere e quasi due anni agli arresti domiciliari.
Le conseguenze furono devastanti: la sua azienda fu sequestrata e amministrata da un curatore giudiziario nell’ambito del “Sistema Saguto”, un complesso di connivenze tra giudici, amministratori e consulenti che per anni depredò le aziende sequestrate. Durante questo periodo, l’azienda di Lena subì danni incalcolabili, con la perdita di vitigni pregiati e la distruzione della sua reputazione internazionale.
Solo dopo 3.875 giorni, nel 2021, Francesco Lena riuscì a riottenere il controllo della sua azienda, ma il danno era ormai fatto. La sua storia si intreccia con quella dell’inchiesta che scoperchiò il “Sistema Saguto”, un vero e proprio cerchio magico di corruzione che spolpava le aziende sequestrate ai presunti mafiosi, anche quando – come nel caso di Lena – queste persone si rivelavano innocenti.
Francesco Lena è stato completamente scagionato, ma ha perso undici anni della sua vita e ha visto la sua azienda distrutta. In uno dei suoi ultimi interventi pubblici, Lena espresse la sua amarezza per ciò che gli era accaduto, sottolineando la necessità di riformare le leggi sulle misure di prevenzione per evitare che vicende simili possano accadere nuovamente.
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