Coop e corruzione, a processo l'ex dirigente del Comune di Marsala Fiocca
Tutti gli 11 imputati nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta corruzione tra enti locali e la cooperativa Nido d'Argento di Partinico andranno a processo.
Il Gup ha fissato la prima udienza al 4 novembre e tra gli imputati spiccano nomi noti del panorama politico e amministrativo. Tra questi c'è anche Nicola Fiocca, ex dirigente del Comune di Marsala, e Maria Pia Falco, funzionaria sempre a Marsala. Qui i particolari delle accuse mosse ai due ex funzionari marsalesi.
In particolare, tra gli accusati figura Giuseppe Chiaramonte, 46 anni, dipendente della cooperativa, l’ex sindaco di Partinico, Salvo Lo Biundo, 54 anni, e Antonio Geraci, 61 anni, presidente della commissione aggiudicatrice di una gara bandita dal Comune di Gela. Anche Nicola Fiocca, 69 anni, ex dirigente del Comune di Marsala, risulta tra gli imputati, insieme a Maria Pia Falco, 58 anni, funzionaria del Comune di Marsala.
La cooperativa stessa, rappresentata dall'amministratore giudiziario, è stata coinvolta nel processo ed è difesa dall’avvocato Massimo Motisi. La cooperativa, che opera nel settore dei servizi sociali, è stata al centro delle indagini per il suo ruolo nell'assegnazione di appalti in cambio di mazzette e regalie. L'operazione, portata avanti dai carabinieri, ha evidenziato un sistema di corruzione volto a favorire l’aggiudicazione degli appalti pubblici a beneficio della cooperativa Nido d’Argento, grazie alla compiacenza di funzionari pubblici. Secondo le accuse, la cooperativa avrebbe garantito il suo appoggio attraverso favori e assunzioni in cambio di appalti.
Il Gup Paolo Magro si è riservato di sciogliere il nodo sull’eventuale ammissione al patteggiamento per alcuni degli imputati già nei prossimi giorni. In particolare, hanno chiesto di patteggiare Michela Sclafani, 62 anni, della Città metropolitana, e il marito Giovanni Dalia, 69 anni, entrambi coinvolti nell’inchiesta. Anche Gaetano Di Giovanni, 60 anni, comandante della polizia municipale e capo di gabinetto del sindaco di Agrigento, ha chiesto il patteggiamento. Questi imputati affronteranno una serie di udienze in abbreviato che dovrebbero concludersi con una sentenza entro gennaio 2025.
La posizione di Pasquale Gaglio, 62 anni, ritenuto il principale propiziatore della corruzione e promotore dell’iniziativa di rilancio della cooperativa, rimane particolarmente grave. Gaglio, noto per la sua estesa rete di contatti in tutta la Sicilia, avrebbe garantito mazzette a politici e burocrati di diversi Comuni, promuovendo così l’aggiudicazione di appalti pubblici alla cooperativa in cambio di favori e assunzioni. Anche Francesco Chiavello, 62 anni, e M. T., 44 anni, entrambi di Partinico, sono coinvolti nell'inchiesta.
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