Trapani. L'affondo di Guaiana: "Quote rosa e cittadinanza alle Ong, Tranchida incoerente"
Giuseppe Guaiana, consigliere comunale a Trapani e leader del Movimento Amo Trapani, è noto per la sua discrezione: pondera attentamente ogni dichiarazione pubblica, preferendo non invadere i social o creare eccessiva attenzione mediatica. Tuttavia, nella giornata di ieri, ha deciso di intervenire in seguito ai numerosi botta e risposta online tra consiglieri di maggioranza e opposizione.
La discussione si è accesa attorno alla proposta di riforma contenuta nel Ddl Enti Locali, che prevede di portare la quota di genere nelle giunte comunali al 20% nei Comuni fino a 3.000 abitanti. A Trapani, le consigliere di maggioranza hanno sostenuto un emendamento del deputato dem Dario Safina, che propone di innalzare la percentuale al 50%. Marzia Patti, una delle consigliere di maggioranza, ha commentato così: “Da donna, sono fortemente contraria alle quote rosa, ma comprendo perfettamente che in un paese come il nostro, con la sua storia, essere donne e ricoprire ruoli apicali (non solo in politica) è tre volte più difficile rispetto a un uomo. Differenze salariali, manager che devono essere uomini perché le donne hanno gravidanze, la difficoltà nel trovare asili nido, la mancanza di aiuti alle famiglie, e i femminicidi che nascono dalla convinzione che la donna sia un oggetto. Per tutto questo, l’intervento del legislatore è indispensabile.”
Guaiana, però, ha espresso il suo disappunto sulla situazione a Trapani: “Alcuni consiglieri si ergono a paladini del tema delle donne nelle giunte comunali, ma come possono predicare bene e poi accettare una giunta trapanese con una sola donna al suo interno?” A Trapani, infatti, l'unica assessora è Rosalia d’Alì. Tuttavia, il sindaco Giacomo Tranchida ha sempre difeso la sua scelta, affermando di seguire una logica politica basata sul manuale Cencelli, cercando quindi di bilanciare gli incarichi tra le varie forze politiche.
Guaiana ha poi evidenziato una contraddizione interna al centrosinistra, menzionando un episodio accaduto durante una recente conferenza dei capigruppo a Palazzo Cavarretta: “Ho proposto di inserire all'ordine del giorno il conferimento della cittadinanza onoraria alle ONG, ma la votazione ha mostrato una forte incoerenza: Amo Trapani, Fratelli d’Italia e il Gruppo Misto erano favorevoli, mentre il Partito Democratico, Trapani Tua, Trapani al Centro e Rigenerazione Verdi hanno votato contro.”
La proposta di Guaiana, che riprendeva un'idea inizialmente sostenuta dallo stesso Tranchida, è stata respinta, rivelando frizioni interne alla maggioranza. Guaiana ha aggiunto: “Si può predicare bene e votare contro una proposta sponsorizzata dall'amministrazione per non incrinare alleanze sotterranee? Mentre si cerca di distrarre l’opinione pubblica, le politiche concrete per i cittadini non vengono attuate.”
La questione del conferimento della cittadinanza onoraria alle ONG era stata congelata dal sindaco Tranchida in attesa di una sentenza sul processo contro Matteo Salvini, per evitare ulteriori polemiche. Tuttavia, il voto contrario dei gruppi consiliari che sostengono il sindaco ha evidenziato una spaccatura interna che lascia aperti molti interrogativi sulla coerenza della coalizione al governo della città.
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