Corruzione, assolti Crocetta e la Liberty Lines. Niente prescrizione per Vicari
L'ex presidente della Regione, Rosario Crocetta, il suo collaboratore Massimo Finocchiaro e l'armatore Ettore Morace sono stati assolti dall'accusa di corruzione perchè "il fatto non sussiste" nel processo scaturito dall'inchiesta "Mare monstrum". La sentenza della terza sezione penale del Tribunale di Palermo riguarda anche la società Liberty Lines, assolta.
Per Crocetta erano stati chiesti 7 anni di carcere, per Morace e Finocchiaro sei anni e mezzo. Per la società di navigazione la procura aveva chiesto una multa di 400 mila euro.
I legali che hanno assistito gli imputati sono Vincenzo Lo Re, Marcello Montalbano, Giovanni Di Benedetto, Marco Siragusa, Nunzio Rosso, Claudio Livecchi. La compagnia era difesa dagli avvocati Giovanni Rizzuti e Renato Canonico.
L'accusa si incentrava su delle tangenti che sarebbero state date per consentire alla compagnia Ustica Lines, poi diventata Liberty Lines, di mantenere il monopolio nei collegamenti marittimi con le isole minori. Nel capo di imputazione si parlava di “pressioni per implementare le corse sulle Eolie e sulle Egadi”. A Crocetta, allora governatore siciliano, veniva contestata la proroga del servizio concessa nel 2017 in cambio di un contributo elettorale da 5 mila euro con cui Morace finanziò il movimento Riparte Sicilia. Questa era l'ipotesi dell'accusa.
“È una sentenza che ripaga le sofferenze di una persona onesta”, è il commento dell’avvocato di Crocetta, Vincenzo Lo Re.
Colpo di scena nell'altro filone dell'indagine, il processo che si svolge a Trapani per corruzione a carico di Simona Vicari, ex senatrice e sottosegretario, oggi consulente del presidente della Regione Siciliana. Durante l’ultima udienza a Trapani, la Procura ha notificato la modifica del capo d’imputazione, aggravando l’accusa da corruzione semplice a corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio. Una modifica che estende i termini di prescrizione di almeno tre anni, allontanando la possibilità di chiudere il procedimento.
L’accusa riguarda presunti favori fatti dall’ex sottosegretario, nel 2016, all’armatore Ettore Morace, legati alla riduzione dell’IVA per il trasporto marittimo urbano, passata dal 10% al 5%. In cambio, Vicari avrebbe ricevuto due orologi di lusso, un Bulgari e un Rolex, poi sequestrati. La vicenda, emersa nell’ambito dell’inchiesta "Mare Monstrum", coinvolge anche altre figure di rilievo come il dirigente regionale Salvatrice Severino e Giuseppe Montalto, all’epoca segretario dell’assessore regionale Pistorio.
Il processo, che proseguirà a gennaio con l’audizione di Ettore Morace, riaccende il dibattito sull’incarico di consulenza di Vicari presso Palazzo d’Orleans, mentre la Regione Siciliana si è costituita parte civile nel procedimento.
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