Riggio torna alla guida dell'aeroporto di Palermo
A volte ritornano. Anche perché non se ne sono mai andati. E così, Vito Riggio torna alla guida dell'aeroporto di Palermo. Il mandato è chiaro: privatizzare. O meglio: fare entrare anche i soci privati nella compagine sociale dell'aeroporto "Falcone e Borsellino".
La decisione è stata presa all’unanimità durante il consiglio di amministrazione, anche se Riggio si è astenuto dal voto.
Un ritorno che arriva dopo una serie di complesse trattative tra le principali forze politiche di Palermo e della Regione. Protagonisti, da un lato il sindaco Roberto Lagalla, e dall’altro il governatore Renato Schifani. L'accordo sulla nomina di Riggio segna un equilibrio dopo l’approvazione di Marco Betta come sovrintendente del Teatro Massimo, un nome gradito a Lagalla, mentre Riggio rappresenta l'indicazione di Schifani e di Forza Italia, nonostante le critiche dei Fratelli d’Italia.
I dossier sul tavolo
Il ritorno di Riggio coincide con un’agenda di lavoro fitta. Il primo obiettivo è l’avvio della gara per selezionare un socio privato, un passaggio cruciale per privatizzare parte della Gesap e attrarre nuove risorse.
Parallelamente, ci sono altri progetti strategici in corso, tra cui:
- L'ampliamento del terminal lato Palermo, con una nuova area di 12.000 metri quadrati su due piani.
- Il rifacimento del tetto, che includerà l’installazione di un impianto fotovoltaico.
- La realizzazione del sistema a 400 hertz per alimentare gli aerei senza l’uso dei motori.
- La sistemazione del parco a mare.
Sul fronte delle risorse, circa 30 milioni di euro sono già disponibili per sostenere i progetti nei prossimi quattro anni.
Un altro nodo da sciogliere riguarda i concorsi gestiti da Adecco per il nuovo direttore generale e il capo del personale, due ruoli chiave per il futuro della Gesap.
Sindacati sul piede di guerra
Se la nomina di Riggio completa i vertici aziendali, non si può dire lo stesso per il fronte sindacale. Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti e Ugl Trasporto Aereo hanno espresso forti critiche, lamentando che la riorganizzazione aziendale procede a rilento e che il contratto di espansione siglato un anno e mezzo fa è stato applicato solo in parte. I sindacati hanno già minacciato di proclamare uno sciopero, aumentando la tensione in un momento cruciale per l’azienda.
Un ritorno con un mandato chiaro
Riggio, che in passato è stato presidente dell’Enac, torna con la sfida di conciliare l’ingresso del privato, lo sviluppo infrastrutturale e il dialogo con i sindacati. Ha promesso di illustrare i suoi piani per la Gesap all’inizio della prossima settimana.
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