Nextroutes a Marsala: gamification per valorizzare Selinunte e Lilibeo
Scoprire un territorio, trovare connessioni, valorizzare il patrimonio materiale e immateriale. E cercare di renderlo il più possibile attrattivo, anche per il pubblico di nuovissima generazione, utilizzando tecnologie innovative, riletture tematiche, con il coraggio di sperimentare nuove strategie di comunicazione.
Ecco che i nuovi spunti dati da AI, le visite a 360 gradi, l’interazione opera-visitatore (e non il contrario), l’edutainment riescono a rendere vivo ogni sito o itinerario. E in questo ambito sono stati presentati due esempi di gamification, giochi a step tematici e livelli da superare, incentrati sulla storia dei siti archeologici di Marsala e Selinunte: ad ogni livello, si acquisiscono nuove informazioni e si “assorbono” dettagli, dati storici, personaggi, e ci si allarga al territorio, una sorta di circolo virtuoso che coinvolge (nel caso di Marsala) anche le Cantine Pellegrino e le Saline Genna, partner del progetto. Si tratta di un primo avvio di un disegno da sviluppare ma che ha già dimostrato di far presa sul pubblico più giovane.
Se n’è parlato nei giorni scorsi proprio al Parco Lilibeo di Marsala dove si sono riuniti i rappresentanti di otto Cultural Routes del Consiglio d’Europa (sono 48 gli Itinerari culturali riconosciuti dal Consiglio d’Europa, otto di questi in Italia e due in Sicilia), ospiti de La Rotta dei Fenici, itinerario certificato sin dal 2003. La manifestazione è inserita in NEXTROUTES, progetto innovativo, finanziato dal programma Erasmus Plus, che mira a rafforzare le competenze digitali e creative del personale degli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa.
Ospiti del direttore del Parco Lilibeo, Anna Occhipinti e introdotti da un video di Gabriele Perni, si sono confrontati su progetti e percorsi in comune, Emanuela Panke (ITER VITIS, il cammino della vigna in Europa), Benedetta Diamanti (Rotta europea della ceramica), Francesca Maimone (la Rotta dell’albero di ulivo), Marta Rakvin (Itinerario dell’Età del ferro del Danubio), Gerhard Spitz (Le strade europee di Mozart), Lorena Zuccolo (Atrium – Architetture dei regimi totalitari del XX secolo nella memoria urbana europea), Marc Francesch Camps (AEPJ Itinerario del patrimonio ebraico), e Antonio Barone (Rotta dei Fenici). Ognuno degli itinerari ha le sue prerogative, si punta molto sulla memoria, sul rapporto con il territorio e con le tradizioni, ma in nessuno si mettono realmente a profitto le infinite possibilità offerte da tecnologia e AI. Molto interessanti quindi gli interventi di Raffaele Vitulli (Basilica Creativa); e del giornalista Alberto Samonà, già assessore ai Beni culturali della Regione Sicilia e membro del CdA del Parco archeologico del Colosseo, che ha invece sottolineato l’importanza del riconoscimento del patrimonio culturale, salvandone la profonda identità.
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