Ars, 10 giorni per approvare la Finanziaria. Le critiche di Pd e 5 Stelle
È incardinata la Finanziaria regionale, che con molta probabilità verrà approvata entro il 28 dicembre, come ha anticipato il presidente dell’ARS Gaetano Galvagno, evitando così alla Regione, per il secondo anno consecutivo, di ricorrere all’esercizio provvisorio. Un risultato che il governatore Renato Schifani si intesta insieme alla sua maggioranza.
Di questa Finanziaria non sono contente le opposizioni. Il Movimento Cinque Stelle parla di un testo praticamente vuoto: “Ma è una strategia del governo per infilare le norme importanti nel maxiemendamento. Intanto abbiamo avviato una discussione generale sul nulla, o quasi, su una Finanziaria assolutamente senza valore che ho già definito come la banana di Cattelan”.
Lo ha affermato il capogruppo del M5S all’ARS, Antonio De Luca, che ha poi aggiunto: “Ci aspettavamo un testo con le norme su cui poggiare il futuro dell'isola e invece non c'è praticamente nulla di politico, a parte il discutibilissimo articolo 1 sull'agenzia per gli investimenti. Delle due l'una: o il governo non sa cosa fare o, più probabilmente, non ce lo vuole dire per infilare, blindandolo, tutto quello che gli interessa nel maxiemendamento che arriverà. Ma intanto mancano risposte ai Comuni che avevano chiesto 700 milioni per le spese correnti e per loro ne è prevista la metà. Mancano norme per il sostegno del trasporto dei pendolari delle isole minori, sulle bonifiche delle discariche, sulla sanità, solo per fare qualche esempio. Con i nostri emendamenti cercheremo di migliorare questa manovra, ma intanto le premesse sono le peggiori possibili”.
Per la deputata pentastellata Roberta Schillaci si tratta di una legge di stabilità regionale in formato slim: “È forse l’espediente per nascondere le divergenze e i tanti distinguo che esistono all’interno della maggioranza. Ci troviamo davanti a norme che non guardano allo sviluppo della Sicilia, né tantomeno alla sua crescita. Provano a risolvere qualche emergenza, ma non tengono conto degli allarmi che sono giunti dalla Corte dei Conti, sezione di controllo della Sicilia, riguardo alla defaillance nella riscossione dei tributi locali da parte dei Comuni, e dal rapporto Svimez che certifica uno spopolamento continuo della Sicilia che, entro il 2050, farà registrare il 18% in meno di abitanti nella nostra regione. Saremo attenti nel cercare di migliorare questa manovra finanziaria con i nostri emendamenti che guardano non solo alle emergenze, ma alle tante necessità, a partire da misure concrete per sostenere l’occupazione, quella che ti consente di vivere dignitosamente e di crearti un futuro. Purtroppo, invece, assistiamo a un proliferare di contratti poveri, part-time o a tempo determinato, che non danno certezze e che portano i più a emigrare per sopravvivere”.
Il PD pone un freno alle critiche piovute sulla loro posizione. A chiarirlo è Nello Di Pasquale, deputato dem: “Nessuna manovra ostruzionistica: se la Finanziaria sarà approvata entro il 31 dicembre saremo contenti. Non abbiamo alcun interesse, se non quello di ottenere la legge di stabilità migliore possibile. Riconosciamo al governo regionale un cambio di passo nel dialogo con le opposizioni rispetto al precedente esecutivo - ha aggiunto Di Pasquale - ma al momento il testo attuale fornisce risposte soltanto parziali ai tanti problemi della Sicilia".
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