Dopo otto giorni in barella, donna muore in ospedale a Palermo
Finisce in Procura il caso di una donna di 76 anni originaria di Menfi, nell'Agrigentino, morta all'ospedale Ingrassia di Palermo dopo essere stata tenuta su una barella del pronto soccorso per 8 giorni.
Solo il 19 è stata trasferita a Medicina generale, quando stava già malissimo. Ma ormai era troppo tardi. Il 20 dicembre è morta.
Potrebbe avere contratto un'infezione in ospedale", racconta la figlia, Romina Gelardi, che ha presentato una denuncia per il decesso della paziente, Maria Ruggia.
Assistita dall'avvocato Andrea Dell'Aira ha chiesto alla Procura di Palermo di accertare se ci si trovi davanti a un caso di malasanità. É intervenuta la polizia che ha sequestrato le cartelle cliniche e la salma che sarà portata all'istituto di medicina legale del Policlinico per l'autopsia.
"Nel corso del ricovero non sono state considerate le condizioni cliniche di mia madre, cardiopatica, con cardiopatia ischemica, carcinoma mammario e diabete mellito di tipo II - aggiunge la figlia - E' stata ricoverata con sintomi di protratta inappetenza e nausea persistente. E' stata tenuta al pronto soccorso senza somministrarle adeguata terapia antibiotica preventiva dovuta dal momento che si trattava di paziente fragile, esponendola a un ambiente sanitario non idoneo".
Secondo la donna i medici non avrebbero visto "i più che evidenti segni di sepsi, tra cui la protratta assenza di stimolo ad urinare".
"Non ci è stato consentito di assistere nostra madre. Ogni giorno telefonavamo e ci dicevano che attendevano che si liberasse un posto in reparto. Poi quando il posto è stato disponibile, una dottoressa - prosegue Romina Gelardi - ci ha detto che le sue condizioni erano molto gravi. Ventiquattrore dopo è arrivata la telefonata che era morta. Noi vogliamo giustizia. È bene che chi ha parenti ricoverati in ospedale sappia cosa succede. Per questo abbiamo presentato la denuncia".
"La direzione aziendale dell'Asp di Palermo ha avviato un'indagine interna al fine di verificare eventuali profili di responsabilità sulla gestione dell'assistenza e del ricovero della donna di 76 anni arrivata all'ospedale Ingrassia in gravi condizioni di salute e con un complesso quadro clinico", ha reso noto l'Azienda sanitaria provinciale del capoluogo siciliano in una nota.
L'Asp verificherà "anche il rispetto delle procedure e dei protocolli al Pronto soccorso dell'Ingrassia che ha fatto registrare nei giorni scorsi uno straordinario afflusso di pazienti". "L'Azienda assicura il massimo rigore nell'indagine che riguarda l'intero sistema dell'emergenza-urgenza. Le dichiarazione della figlia sullo stato di abbandono - conclude la nota -saranno, immediatamente, verificate analizzando e valutando proprio ciò che risulta nella cartella clinica".
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