Trapani, tra leadership rigida e opposizione social: una politica senza sbocchi?
Che anno difficile è stato quello dell’amministrazione di Giacomo Tranchida a Trapani, un sindaco che cerca di padroneggiare lo spazio politico guardando, con tutta probabilità, anche al futuro. Il suo ultimo mandato come primo cittadino potrebbe rappresentare un trampolino verso nuovi obiettivi, come il Parlamento siciliano.
Tuttavia, Tranchida esercita una leadership rigida, poco incline al confronto. Dall’altra parte, l’opposizione sembra limitarsi a un gioco di consensi facili sui social media, con risultati che rischiano di svuotare la politica di contenuti concreti. Il pericolo? Una politica sterile, fatta di scontri che non producono soluzioni tangibili per la comunità.
Il rischio di una città polarizzata è evidente. Le forze politiche sembrano incapaci di collaborare, e la politica si riduce a una lotta tra fazioni che alimenta il disincanto e la sfiducia dei cittadini. In questo contesto, il sindaco è riuscito a oscurare i suoi assessori, che appaiono marginalizzati e silenti nel dibattito pubblico.
Dal punto di vista amministrativo, Trapani non registra grandi cambiamenti: viabilità, sicurezza urbana, gestione del verde pubblico e recupero dei rioni sembrano restare in stallo. Nonostante le promesse di rigenerazione urbana, con la creazione di nuovi spazi verdi e l’efficienza energetica tra le priorità dichiarate, i risultati tardano ad arrivare. Trasporti e infrastrutture, elementi chiave per ogni Comune, sono altre aree dove manca una visione chiara e investimenti adeguati.
La lentezza amministrativa, aggravata dalla burocrazia, ha finito per rallentare l’attuazione del programma di governo cittadino, lasciando irrisolte molte problematiche che richiederebbero una pianificazione mirata.
L’opposizione, dal canto suo, appare debole e poco incisiva. Si limita spesso a critiche sui social media, puntando sulla visibilità immediata piuttosto che su un lavoro politico approfondito e costruttivo. Questa strategia, seppur efficace nel breve termine, rischia di allontanare ulteriormente i cittadini dalle istituzioni, alimentando il divario tra governanti e governati.
La politica locale non può ridursi a un confronto tra il burbero e il populismo digitale. È necessario un ritorno alla vera politica, fatta di dialogo, proposte concrete e responsabilità condivisa. Se sia il sindaco che l’opposizione non riusciranno a superare la logica del conflitto e dell’apparire, Trapani resterà bloccata, incapace di rispondere alle esigenze dei suoi cittadini.
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