Non passa in Consiglio comunale a Trapani la mozione per il conferimento della cittadinanza onoraria agli equipaggi delle Ong Jugend Rettet, Save The Children e Medici Senza Frontiere. La proposta, approvata in Giunta lo scorso 24 giugno, è stata bocciata ieri sera a Palazzo Cavarretta per un solo voto: 12 i favorevoli, uno in meno dei 13 necessari per l’approvazione.
Una seduta tesa, dal clima surreale, che ha messo in evidenza le fratture sempre più profonde all’interno della maggioranza che sostiene il sindaco Giacomo Tranchida. A mancare all’appello, in particolare, è stato il gruppo consiliare Trapani Tua, riconducibile all’assessore regionale Mimmo Turano, che ha votato contro insieme a Fratelli d’Italia. Proprio dai banchi di FdI è stato srotolato uno striscione provocatorio con la scritta: "No a chi specula, sì a chi merita".
A nulla è servita la carica simbolica della proposta, che intendeva riconoscere l’impegno umanitario delle organizzazioni che operano nel Mediterraneo. Per molti, il voto contrario è stato il riflesso di calcoli e scontri tutti interni alla maggioranza. Un segnale politico ancora più chiaro è arrivato poco dopo, quando la stessa maggioranza è andata sotto anche nella votazione per il cambio di alcuni membri delle commissioni consiliari.
Fileccia: “Una pantomima per regolare conti interni”
A fotografare con toni critici la situazione è il consigliere indipendente Tore Fileccia, che in una nota inviata alla stampa parla senza mezzi termini di “ennesima brutta figura” dell’Amministrazione: “Si è tentato di strumentalizzare i morti in mare per fini politici. Questo Sindaco tanto aperto ai migranti è lo stesso che, nel 2020, chiuse il porto di Trapani alla nave Aurelia che trasportava 250 persone. Una bipolarità evidente.” Secondo Fileccia, dietro il flop della mozione si celerebbe una strategia precisa: “Una pantomima utile a emarginare i consiglieri vicini a Turano, per liberare spazi da usare in vista di future nomine in Giunta”. E aggiunge: “Trovo imbarazzante portare in aula conferimenti di cittadinanza senza avere i numeri per approvarli. È chiaro che la maggioranza, oggi composta da 16 consiglieri, non esiste più.”
La spaccatura è politica, non simbolica
La vicenda della cittadinanza onoraria alle Ong, più che essere un atto simbolico di riconoscimento, è diventata il terreno di scontro per assetti di potere e geometrie variabili in Consiglio. Se il tema dei migranti e del soccorso in mare doveva unire, ha finito per lacerare ancora di più. Il naufragio, questa volta, è politico.