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12/12/2025 22:00:00

 Disabilità gravissima, dalla Regione 36 milioni per novembre e dicembre

La Regione Siciliana ha impegnato oltre 36 milioni di euro per garantire il pagamento del beneficio economico destinato alle persone con disabilità gravissima relativo ai mesi di novembre e dicembre 2025. Lo annuncia l’assessorato regionale della Famiglia e delle Politiche sociali, che chiude così la programmazione annuale delle risorse.

«Con questa tranche – spiega il presidente della Regione e assessore ad interim, Renato Schifani – completiamo l’erogazione dei fondi previsti per il 2025, per un totale che supera i 221 milioni di euro. È un impegno costante che ci ha permesso di garantire ogni mese la puntualità nei pagamenti, a favore di cittadini che vivono condizioni di gravissima disabilità e che necessitano di assistenza continua, 24 ore su 24. Un risultato che conferma l’attenzione del governo regionale verso le fasce più deboli».

La somma impegnata, pari a 36milioni e 600mila euro, proviene dal Fondo per la disabilità e la non autosufficienza e sarà ripartita tra tutte le Asp dell’Isola sulla base delle comunicazioni relative al numero degli aventi diritto. Al mese di novembre le persone censite in Sicilia con disabilità gravissima risultano 15.814.

 

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Nuovo Contratto collettivo regionale

 

La Regione Siciliana compie un nuovo passo verso la modernizzazione della propria macchina amministrativa. È stata infatti firmata oggi, nella sede dell’Aran Sicilia, la pre-intesa sul Contratto collettivo regionale di lavoro 2022-2024 dell’area della dirigenza. Si tratta del secondo contratto approvato nel corso dell’attuale legislatura, un atto che – secondo il governo regionale – permette di allineare la Sicilia al resto delle pubbliche amministrazioni italiane.

«Con questa firma – afferma il presidente della Regione Renato Schifani – colmiamo finalmente un gap storico e investiamo sulla qualità del lavoro nei nostri uffici, puntando su un sistema sempre più moderno, meritocratico e orientato ai risultati».

Il presidente sottolinea come il funzionamento della burocrazia regionale sia un tema centrale: «Siamo consapevoli della necessità di restituire dignità al lavoro in Regione, per offrire a cittadini e imprese un sistema efficiente e realmente performante».

Tra le novità annunciate, Schifani ricorda anche la legge di riforma della dirigenza, già depositata all’Ars. Una norma attesa da 25 anni che, nelle intenzioni del governo, dovrebbe consentire di riaprire i concorsi e formare una nuova classe dirigente, soprattutto nell’ambito della gestione dei fondi extra-regionali, sempre più strategici per l’economia dell’Isola. La discussione parlamentare è prevista dopo la sessione di bilancio.

«Ringrazio l’Aran Sicilia e le organizzazioni sindacali – conclude il governatore – per il dialogo costruttivo che ha permesso questo risultato».

 

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Spesa farmaceutica, Faraoni replica a Gemmato: «Nessuna critica al Governo, chiediamo solo una revisione delle norme»

 

«Nel chiedere ai ministeri della Salute, dell’Economia e ad Aifa una revisione delle norme nazionali che stanno incidendo negativamente sulla spesa farmaceutica delle Regioni, abbiamo inteso operare – come abbiamo sempre fatto – nell’ottica della leale collaborazione tra Stato e Regione».
Lo afferma l’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni, rispondendo alle dichiarazioni rilasciate ieri alla stampa dal viceministro Marcello Gemmato.

Faraoni chiarisce che le richieste avanzate dall’assessorato non contengono «nessuna contestazione e nessuna critica al governo nazionale», ma rappresentano semplicemente un invito a valutare, nella prossima legge di Stabilità, una revisione delle norme introdotte nel 2023 e nel 2024.
Queste disposizioni, spiega l’assessore, hanno prodotto «un deciso incremento della spesa che le Regioni devono affrontare ogni anno per l’acquisto dei farmaci».

«Le note che abbiamo trasmesso – aggiunge – analizzano puntualmente gli effetti delle nuove norme. Per questo abbiamo appreso con rammarico le dichiarazioni del viceministro, che non rendono giustizia allo spirito della nostra iniziativa».

Faraoni ribadisce che il confronto avviato si inserisce nella tradizionale sinergia tra governo nazionale e regionale, «sempre finalizzata al bene dei pazienti e del sistema sanitario».