Trapani tra etica e priorità: la mozione sui circhi con animali divide
Durante il Consiglio comunale di Trapani del 18 febbraio scorso è stata presentata una proposta che, sulla carta, coniuga diritto, costume e visione civica. Si tratta di una mozione consiliare che orienta l’Amministrazione verso il progressivo superamento dell’uso di animali nei circhi e negli spettacoli viaggianti, privilegiando forme di intrattenimento culturale più rispettose del benessere animale e criteri amministrativi chiari nel rilascio di concessioni di suolo pubblico.
Il testo, sottoscritto da un gruppo trasversale di consiglieri – Andrea Genco, Angela Grignano e Giovanni Parisi (“Rigenerazioni”), con l’adesione di Marzia Patti e Monica Desideri (PD) – non si limita a un appello morale, ma costruisce un apparato argomentativo fondato su principi costituzionali, diritto europeo e giurisprudenza amministrativa, dimostrando la volontà di ancorare l’iniziativa locale dentro un quadro di legittimità normativa.
L’atto non si limita alla denuncia di una pratica considerata da una parte dell’opinione pubblica obsoleta, ma indica impegni puntuali: dall’introduzione di criteri oggettivi per la valutazione delle richieste di occupazione di suolo pubblico alla promozione di spettacoli circensi contemporanei privi di animali; dalla riforma dei regolamenti comunali su suolo pubblico, manifestazioni temporanee e spettacoli viaggianti, fino alla trasparenza nell’attuazione dell’indirizzo politico.
Nel dibattito nazionale Trapani non sarebbe un caso isolato. Diversi Comuni italiani – da Torino a Milano, da Firenze a Palermo e Siracusa – hanno già adottato atti analoghi, segnando una tendenza che va oltre il folklore urbano e tocca la definizione stessa di intrattenimento pubblico.

In quest’ottica, il valore della mozione consiste nell’offrire una bussola politico-amministrativa. In una stagione in cui il governo dello spazio pubblico e delle manifestazioni cittadine richiede trasparenza e criteri non arbitrari, un indirizzo di questo tipo può rappresentare un riferimento concreto per gli uffici e per l’azione amministrativa quotidiana.
Eppure, nel contesto della vita politica e sociale trapanese, sorgono interrogativi legittimi sulla priorità di tale iniziativa rispetto alle urgenze concrete della città.
Trapani vive sfide profonde: dalla fragilità idrogeologica e dalle devastazioni provocate dalle alluvioni, che hanno alimentato un diffuso sentimento di precarietà urbana e la necessità di investimenti strutturali di lungo periodo, fino alle difficoltà nella gestione del territorio e dei servizi pubblici. Non si tratta soltanto di questioni di ordine pubblico: problemi di urbanizzazione primaria in quartieri come Villa Rosina, con attese che si trascinano da decenni per illuminazione, strade e servizi essenziali, rappresentano ritardi amministrativi che pesano sulla vita quotidiana dei cittadini.
A ciò si aggiungono tensioni politiche interne, che delineano un quadro in cui la dialettica civile sembra talvolta sacrificata sull’altare dei conflitti di visibilità.
Questi problemi – di ordine urbano, sociale e politico – non si risolvono con una mozione sui circhi. Tuttavia, l’atto non può essere liquidato come mera astrazione retorica. Il valore di iniziative di questo tipo sta nella capacità delle istituzioni di trattare questioni valoriali dentro i processi amministrativi ordinari, anziché relegarle al dibattito superficiale dei social. Quando un’Amministrazione promuove alternative culturali sostenibili e articola le proprie scelte dentro un lessico di diritto e responsabilità, costruisce legittimità: un bene raro, soprattutto in contesti locali segnati da sfiducia e stanchezza civica.
Resta però la necessità di una governance forte, capace di affrontare le criticità strutturali della città, per evitare che scelte simboliche si dissolvano nella retorica.
In un tempo in cui la cittadinanza reclama risposte tangibili, la mozione sui circhi può sembrare un tema minore. Ma se inserita in un più ampio progetto di governo della città, potrebbe diventare un tassello di una Trapani che non rifugge dai grandi problemi e che sceglie di affrontarli con criteri, trasparenza e visione.
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