Un quartiere raccontato non attraverso gli stereotipi, ma partendo dalle persone che lo vivono ogni giorno. È questo il cuore di “Nonostante Cappuccinelli”.
L’iniziativa rientra nel programma “Ciak… uno scatto per la città”, promosso dall’assessorato ai Servizi sociali del Comune di Trapani insieme alle associazioni Vurria e VmkLab, e punta a trasformare il quartiere Cappuccinelli in un grande laboratorio urbano di fotografia, arte e partecipazione.
A guidare il progetto saranno due figure già conosciute nel panorama artistico contemporaneo: il fotografo trapanese Francesco Bellina e lo stilista e artista sardo Antonio Marras. Un incontro che nasce da una sensibilità comune verso i territori del Mediterraneo e verso le periferie umane e sociali spesso escluse dalle narrazioni ufficiali.
L’idea è quella di costruire un racconto autentico del quartiere, coinvolgendo direttamente residenti, associazioni, scuola e parrocchia. Gli abitanti diventeranno protagonisti degli scatti: non modelli professionisti, ma persone comuni, volti quotidiani, storie vere.
Per Bellina si tratta anche di un ritorno personale alle origini. Il fotografo, cresciuto proprio a Trapani, attraverserà Cappuccinelli con uno sguardo intimo e documentaristico, mentre le creazioni artistiche di Marras dialogheranno con gli spazi e con le persone del quartiere.
Il progetto prenderà concretamente il via nei mesi estivi e si inserisce nel percorso già avviato dai due autori con “Nonostante Ballarò”, realizzato a Palermo nel 2024. Anche a Trapani il lavoro si muoverà lungo un confine preciso: usare fotografia e arte non per abbellire artificialmente un luogo, ma per restituirne complessità, memoria e identità.
Tra i temi che emergeranno ci sarà anche il rapporto del quartiere con le sue ferite storiche, a partire dalla memoria del Serraino Vulpitta, luogo simbolo di una delle pagine più drammatiche legate alla vicenda dei migranti in città.
L’obiettivo finale non sarà soltanto una mostra fotografica, ma un processo condiviso con chi vive il quartiere. Anche le future modalità espositive dovrebbero essere costruite insieme ai residenti, immaginando installazioni diffuse nello spazio urbano.
“Nonostante Cappuccinelli” prova così a ribaltare il punto di vista sulle periferie: non luoghi marginali da raccontare dall’esterno, ma spazi vivi, attraversati da relazioni, storie e identità che meritano di essere ascoltate.
L’incontro tra Bellina e Marras nasce proprio su questo terreno comune. Francesco Bellina, oggi tra i fotografi italiani più apprezzati sul piano internazionale per il suo lavoro sui temi sociali e sulle rotte migratorie del Mediterraneo, ha sempre costruito il proprio linguaggio intrecciando rigore documentario e profondità umana.
Antonio Marras, tra i protagonisti più riconosciuti della moda italiana contemporanea, porta avanti da anni una ricerca artistica che unisce memoria, contaminazioni culturali e radici mediterranee. Trapani rappresenterà così una nuova tappa di un percorso condiviso che mette al centro il viaggio, l’incontro e la capacità dell’arte di generare relazioni nei territori.