×
 
 
03/03/2026 18:00:00

Ciclone Harry, in arrivo i primi ristori ai balneari

Partono i primi ristori per le imprese balneari siciliane colpite dal ciclone Harry. L’annuncio arriva dall’assessore regionale al Territorio e Ambiente, Giusi Savarino, al termine della cabina di regia sull’emergenza riunita oggi a Palazzo d’Orléans, a Palermo.

«I primi ristori nei confronti delle imprese balneari danneggiate dal ciclone Harry stanno partendo in tempi record – ha dichiarato Savarino –. Il governo Schifani, che sin da subito si è mosso per aiutare questo settore sia con stanziamenti economici che snellendo le varie procedure per la ricostruzione, ha mantenuto la promessa di far arrivare velocemente gli aiuti».

 

L’obiettivo, spiega l’assessore, è consentire agli operatori di sostenere le spese più urgenti per rimettere in piedi strutture e servizi in vista della stagione estiva. «Siamo tutti molto vicini a questi imprenditori e continuiamo a lavorare affinché la Sicilia possa farsi trovare pronta ad accogliere i turisti che ogni anno affollano le sue spiagge».

Il ciclone Harry, nelle scorse settimane, ha provocato danni lungo diversi tratti della costa siciliana, mettendo in difficoltà stabilimenti e attività legate al turismo balneare. Un comparto che, soprattutto nelle province costiere come quella di Trapani – da Marsala a Mazara del Vallo fino alle Egadi – rappresenta una fetta importante dell’economia locale.

La rapidità nell’erogazione dei ristori è un punto cruciale per consentire agli operatori di programmare gli interventi di ripristino e non compromettere l’avvio della stagione 2026. La Regione assicura che il monitoraggio continuerà nelle prossime settimane, con l’obiettivo di chiudere l’emergenza prima dell’estate.

 

                                                                                                                                   ****

Regione, ok della Corte dei conti al contratto dei dirigenti 2022-2024

Via libera della Corte dei conti all’ipotesi di contratto della dirigenza della Regione Siciliana per il triennio 2022-2024. La certificazione positiva è arrivata oggi, sbloccando di fatto l’iter per la definitiva applicazione dell’accordo. A darne notizia è il presidente della Regione, Renato Schifani, che parla di «risultato importante per la Regione Siciliana».

«È il quarto contratto chiuso in tre anni di legislatura – afferma – a conferma dell’attenzione del mio governo verso il personale e del percorso di rafforzamento dell’amministrazione regionale».

 

Il via libera della magistratura contabile rappresenta un passaggio formale decisivo, necessario per la piena efficacia dell’intesa economica e normativa che riguarda la dirigenza regionale. Un passaggio atteso anche alla luce dei precedenti rinnovi contrattuali conclusi negli ultimi anni, in un contesto in cui il tema dell’organizzazione e del potenziamento della macchina amministrativa resta centrale per l’attuazione delle politiche regionali.

 

Il presidente annuncia inoltre che l’esecutivo è già proiettato sul prossimo ciclo contrattuale. «Siamo al lavoro sugli atti di indirizzo per i contratti del comparto e della dirigenza 2025-2027, con l’obiettivo di arrivare all’approvazione entro fine anno, nel rispetto della vigenza contrattuale».

Con la certificazione della Corte dei conti, si chiude dunque un altro capitolo della stagione dei rinnovi alla Regione, mentre si apre già il confronto sul prossimo triennio.

 

                                                                                                                                         ****

 

 

Decontribuzione assunzioni, Schifani lavora per superare il tetto degli aiuti di Stato

La Regione Siciliana accelera sulla decontribuzione per le nuove assunzioni. Il presidente Renato Schifani, in raccordo con l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino, sta definendo un dossier tecnico per superare il limite previsto dalla normativa europea sugli aiuti di Stato e ampliare la platea delle imprese beneficiarie.

 

La misura è prevista dagli articoli 1 e 2 della legge di stabilità regionale, che ha stanziato 600 milioni di euro per il prossimo triennio. L’obiettivo è incentivare l’occupazione stabile attraverso la riduzione dei contributi per le nuove assunzioni.

Al centro del lavoro tecnico c’è la necessità di superare il requisito della territorialità, così da evitare l’applicazione stringente delle regole Ue in materia di aiuti di Stato. Attualmente, infatti, è previsto un massimale “de minimis” di 300 mila euro per impresa nell’arco di tre anni. Un tetto che limita l’accesso soprattutto alle aziende di maggiori dimensioni.

 

Il superamento di questo limite consentirebbe di estendere il beneficio anche alle grandi imprese, con un impatto economico più ampio e una ricaduta occupazionale potenzialmente più significativa, in un contesto in cui in Sicilia – e anche nel Trapanese – il tema del lavoro stabile resta centrale per il tessuto produttivo.

Sono già stati avviati contatti con il Dipartimento per gli Affari europei della Presidenza del Consiglio dei ministri e con la Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unione europea. L’obiettivo è condividere il percorso amministrativo e garantire la piena compatibilità dell’intervento con il quadro normativo comunitario.

La misura, assicurano dalla Regione, resterà comunque immediatamente operativa nel rispetto dei regolamenti europei vigenti, mentre si lavora per rafforzarne la portata. L’intento è chiaro: utilizzare in tempi rapidi le risorse stanziate e trasformarle in nuova occupazione stabile.