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03/03/2026 06:00:00

Tranchida tra ARS e Roma: il futuro politico resta aperto

Durante il suo intervento in consiglio comunale del 28 febbraio scorso, Giacomo Tranchida l’ha buttata lì, con finta noncuranza: non si candiderà alle prossime regionali, ma anzi sosterrà il deputato uscente del Pd Dario Safina.

 

Lo aveva già dichiarato ai nostri microfoni, prima di ufficializzarlo in aula, quasi a rassicurare voci e detrattori che dalla sua ipotetica candidatura all’ARS fanno dipendere la fine della sindacatura a Trapani.

 

Perché c’è un dato: se Giacomo Tranchida vorrà candidarsi all’Assemblea Regionale Siciliana, dovrà dimettersi sei mesi prima, in caso di scadenza naturale del mandato di Renato Schifani.

 

Ma il dato ancora più incontrovertibile è che dovrebbe contendersi il posto nella lista del PD con Dario Safina, suo “pupillo” nell’area ex DS e deputato regionale uscente, cui quel posto tocca di diritto. Non che a Tranchida sia vietato da alcun regolamento, ma sarebbe alquanto inopportuno, visto che è stato considerato il maggiore sponsor di Safina alla scorsa tornata elettorale. Aveva mobilitato tutto il suo entourage, Tranchida: a Trapani e a Erice. Non c’era dirigente, assessore o singolo consigliere – tranne pochissimi – che non abbia fatto campagna elettorale pancia a terra per l’ex assessore.

 

I bene informati dicono che persino Baldo Gucciardi, ex ras salemitano del Pd e padre nobile di Domenico Venuti – già sindaco di Salemi e maggiore competitor di Safina – lo abbia sostenuto.

 

 

Sarebbe quindi un bel problema per l’onorevole uscente se Tranchida si candidasse in competizione con lui. Al netto del fatto che il partito non lo consentirebbe mai, per ragioni di opportunità.

 

Indiscrezioni raccontano che già la scorsa settimana ci siano stati degli incontri tra Safina e Tranchida, con non poco imbarazzo dei dirigenti del PD che verranno coinvolti in questa querelle. Ma il primo cittadino ha sgombrato il campo, dichiarandosi “uomo di partito”.

E poi ha buttato nuovamente lì il suo apprezzamento per Ismaele La Vardera e per il movimento “Controcorrente”, che sembrava potesse diventare la nuova lista in cui Tranchida avrebbe potuto candidarsi. A “Controcorrente” ha aderito anche Andrea Genco, giovane assessore tra i più leali a Tranchida: anzi, sembra che questa adesione sia stata caldeggiata dal primo cittadino e da tempo è stata annunciata l’adesione a “Controcorrente” anche di altri consiglieri. Se si costituisse anche il gruppo in consiglio comunale, gli indizi di un ulteriore avvicinamento con La Vardera aumenterebbero.

Il totoquiz su quello che sarà il futuro politico di Giacomo Tranchida, che difficilmente penserà a un “pensionamento”, va però oltre i confini palermitani e si estende fino a una candidatura per le nazionali.

Ambizione certamente elevata e legittima, ma complicata dall’attuale legge elettorale, che non garantisce seggi ai candidati di centrosinistra di Trapani, a favore invece dei candidati palermitani del collegio Sicilia 1.

Ma una nuova legge elettorale è attualmente in discussione in Parlamento, visto che quella attuale pone davvero parecchi problemi.

Si parla di una riforma della legge elettorale per superare i collegi uninominali del Rosatellum in favore di un sistema proporzionale che, ridisegnando i collegi più piccoli, restituirebbe a Trapani una ritrovata rappresentanza.

Giacomo Tranchida potrebbe quindi tornare a occhieggiare a uno scranno da deputato nazionale.

E, se questa scelta non dovesse rivelarsi conveniente, l’attuale primo cittadino non avrà difficoltà a fare nuovamente scelte diverse su Palermo.

In questo scenario, contestualmente, si aprirà la partita per le prossime amministrative a Trapani, che per fattori legati più al governo regionale che alla tenuta di quello cittadino si giocherà presumibilmente nel 2027.

Voci insistenti riportano di una possibile ricandidatura di Mimmo Fazio, risolte le questioni giudiziarie. Qualche altro rumors guarda invece proprio a Dario Safina, che in più occasioni si è detto disponibile, ma che sarebbe fuori gioco con la candidatura all’Ars.

Ed in tal caso, la coalizione di Tranchida del 2018, ma senza – apparentemente – Tranchida, potrebbe compattarsi sull’ex sindaco. Senza che nel Pd nessuno se ne avesse a male.