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07/03/2026 06:00:00

Sicilia, i danni del ciclone, i ristori e noi consumatori. Una lettera

Gentile direttore di Tp24,

 

ho letto nei giorni scorsi i vostri articoli sui contributi assegnati alle aziende del territorio per i danni provocati dal ciclone Harry. La prima cosa che mi viene da dire è grazie. Non è una formula di cortesia: pubblicare gli elenchi completi delle imprese che ricevono soldi pubblici è un esercizio di trasparenza che dovrebbe essere la normalità, ma che purtroppo spesso non lo è. Sapere chi riceve fondi pubblici – e perché – è il minimo che i cittadini possano pretendere.

 

Scorrendo l’elenco, però, devo confessare che ho avuto per un attimo una sensazione già provata qualche anno fa, ai tempi dei contributi distribuiti durante l’emergenza Covid. Ricorderà bene: ristori, bonus, aiuti, contributi a fondo perduto. In teoria destinati a chi era stato davvero colpito dalla crisi, in pratica spesso distribuiti con criteri che ai cittadini apparivano quantomeno difficili da comprendere. Anche allora bastava leggere gli elenchi per farsi qualche domanda. Ma non voglio farmi prendere da cattivi pensieri e preferisco restare fiducioso.

 

Piuttosto, leggendo i nomi delle attività marsalesi, non ho potuto fare a meno di notare tra i beneficiari anche il Covo della Saracena. Ora, magari mi sbaglio – e in quel caso sarò il primo a chiedere scusa – ma a molti cittadini, come a me, quel locale sembrava chiuso da anni. Se non è così, non posso che esprimere la mia solidarietà ai titolari del lido per i danni subiti e augurare loro di poter riprendere al più presto l’attività grazie ai contributi ricevuti. Evidentemente ero io ad avere un’impressione sbagliata e l’attività non era affatto sospesa, come poteva sembrare a chi passa da quelle parti.

 

La cosa mi ha fatto riflettere anche su un altro aspetto, più generale, che riguarda il mondo dei lidi e delle concessioni balneari. Come è noto, la Regione Siciliana ha deciso di sospendere i canoni delle concessioni demaniali per gli stabilimenti balneari colpiti dal maltempo. Nulla da dire: se ci sono stati danni è giusto aiutare le imprese. Però va anche ricordato che quei canoni, già normalmente, sono piuttosto modesti. In molti casi parliamo di cifre che fanno sorridere se confrontate con il valore economico delle attività che si svolgono su quelle stesse spiagge.

 

Questo sistema, lo sappiamo tutti, è figlio di una lunga storia italiana: concessioni prorogate per decenni, spesso sempre agli stessi soggetti, mentre la famosa direttiva europea sulla concorrenza – quella che dovrebbe mettere a gara le concessioni – continua a restare sospesa in un limbo legislativo. Nel frattempo, di fatto, interi tratti del litorale sono rimasti nella disponibilità di pochi gestori storici.

 

Ma anche qui non voglio fare polemica. Non è questo il punto della mia lettera. Anzi, voglio guardare la questione con spirito positivo. Se i lidi hanno avuto la sospensione dei canoni e se alcune attività ricevono anche contributi pubblici per i danni subiti dal ciclone Harry, sono certo che tutto questo si tradurrà in un vantaggio per i cittadini.

 

Magari questa estate, finalmente, vedremo prezzi degli ombrelloni un po’ più accessibili. Sarebbe un bel gesto di attenzione verso le famiglie, che negli ultimi anni si trovano sempre più spesso a fare i conti con tariffe da stabilimento di lusso anche per una semplice giornata al mare.

 

Chissà, forse sarà l’estate della solidarietà balneare. Noi cittadini lo speriamo davvero.

 

Un cordiale saluto,

 

Gianfranco