Campobello. Castiglione spera ancora nel terzo mandato, Mangiaracina: "Serve cambiamento"
A Campobello di Mazara la campagna elettorale è già entrata nel vivo, anche se manca ancora un tassello decisivo: la norma sul terzo mandato dei sindaci dei piccoli Comuni, attualmente in discussione all’Assemblea regionale siciliana.
Il sindaco uscente Giuseppe Castiglione è al termine del secondo mandato e, secondo la legge vigente, non potrebbe ricandidarsi. Ma se l’Ars dovesse approvare la modifica per i Comuni tra i 5 e i 15 mila abitanti, Campobello rientrerebbe tra quelli interessati. Il voto è atteso nei prossimi giorni. Castiglione aspetta, mentre dall’altra parte Daniele Mangiaracina, già sindaco in passato, è ufficialmente candidato.
Castiglione: “L’Ars ha sprecato un'occasione sul terzo mandato”
Castiglione non nasconde la sua amarezza per il ritardo con cui la Regione sta affrontando il tema.
“L’Assemblea regionale in questi due anni ha perso un’opportunità che è quella di adeguarsi alla legge nazionale. Avrebbe dovuto farlo sin dalla prima ora. Così ha già impedito ad altri sindaci prima di me di potersi candidare”.
Il sindaco richiama anche una sentenza della Corte Costituzionale:
“Oggi viene rimproverato all’Assemblea regionale di non essersi adeguata alla normativa nazionale, così come avvenuto per una vicenda analoga in Valle d’Aosta”.
Se la norma dovesse passare, resterà in campo?
“Ho avuto una riunione con tutta la mia maggioranza, anche allargata ad altre forze. C’è una coesione forte e una grande manifestazione di solidarietà e vicinanza alla mia eventuale ricandidatura. Ho sciolto ogni riserva in attesa dell’esito all’Ars”.
Castiglione rivendica quanto fatto in questi anni, anche sul fronte più delicato, quello finanziario.
“È vero che abbiamo dovuto dichiarare il dissesto, ma non l’ho determinato io. La situazione economico-finanziaria dei Comuni siciliani è drammatica. In Sicilia ci sono decine di enti in dissesto o predissesto. Nonostante questo garantiamo quasi tutti i servizi”.
Tra i progetti in corso cita l’efficientamento della pubblica illuminazione e il piano regolatore, “affossato all’epoca dell’amministrazione Mangiaracina” e oggi, secondo lui, vicino al traguardo.
Sul fronte dell’immagine della città, segnata dall’arresto di Matteo Messina Denaro, Castiglione rivendica il suo ruolo.
“C’ero io in prima linea a difendere Campobello. Non ricordo né Mangiaracina né altri presenti in quei momenti. Io respingo ogni atto di accusa. Il Comune ha lavorato a porta aperta, con assoluta trasparenza e rispetto della legalità”.
Mangiaracina: “Serve un cambiamento, basta attaccamento alla poltrona”
Dall’altra parte Daniele Mangiaracina guida una coalizione ampia e critica apertamente l’ipotesi del terzo mandato.
“Credo che i cittadini di Campobello debbano avere gli stessi diritti degli altri italiani, ad esempio sulla rottamazione dei tributi locali. Abbiamo chiesto all’amministrazione di aderire per consentire ai cittadini di regolarizzare le posizioni”.
Sulla sicurezza, dopo un episodio di bullismo davanti a una scuola, l’affondo è diretto.
“Queste cose succedono quando non c’è il governo della città. All’uscita delle scuole dovrebbe esserci un controllo più attento. I vigili sono troppo impegnati a fare cassa e meno alla sicurezza dei cittadini”.
Sull’eventuale ritorno in campo di Castiglione, Mangiaracina parla di pressione politica.
“C’è una pressione fortissima di questi sindaci che vogliono a ogni costo il terzo mandato. Io penso per un fatto di attaccamento alla poltrona. L’Ars lo ha bocciato dieci giorni fa, riproporlo subito mi sembra un fatto senza precedenti”.
Quanto alla sfida elettorale, potrebbe essere a tre – con l’altro candidato Stallone – o anche a quattro, secondo Mangiaracina.
“La strategia dell’amministrazione è dividere il fronte dell’alternativa per rafforzarsi. Ma la città vuole un cambiamento nel modo di fare politica”.
I punti centrali del suo programma: decoro urbano, rilancio turistico, valorizzazione dell’agricoltura – “siamo la capitale delle olive da mensa e dell’olio extravergine” – e sviluppo culturale legato al parco archeologico di Selinunte-Cave di Cusa.
“Riteniamo di avere la forza necessaria e il consenso dei cittadini per dare una svolta a Campobello”.
In attesa del voto dell’Ars, dunque, la partita resta sospesa. Se il terzo mandato verrà approvato, la sfida sarà anche tra ex sindaci. Se non passerà, Campobello dovrà scegliere comunque un nuovo primo cittadino. In ogni caso, il clima è già da campagna elettorale.
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