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09/03/2026 20:00:00

Scuola, la Regione avvia il piano di dimensionamento per il 2026/2027

È già tempo di programmare il prossimo anno scolastico. La Regione Siciliana ha fissato i criteri con cui le conferenze provinciali dovranno elaborare i nuovi piani di dimensionamento della rete scolastica per il 2026/2027.

Si tratta di un passaggio importante che coinvolge tutte le scuole dell’Isola, dall’infanzia alle superiori. L’obiettivo è riorganizzare la distribuzione degli istituti sul territorio mantenendo l’offerta formativa e migliorando l’equilibrio tra scuole e popolazione studentesca.

Attualmente in Sicilia sono attive 705 istituzioni scolastiche, lo stesso numero previsto dal decreto interministeriale del 30 giugno 2025 che ha fissato i parametri nazionali per il triennio. In questa fase, quindi, non sono previsti tagli complessivi. L’assessorato regionale all’Istruzione parla piuttosto di interventi di razionalizzazione, cioè operazioni di riequilibrio e riorganizzazione interna della rete scolastica.

 

Le possibili eccezioni

La Regione si è comunque riservata la possibilità di intervenire con ulteriori due operazioni di dimensionamento. Questo potrebbe accadere nel caso in cui vengano respinti i ricorsi ancora pendenti su alcune decisioni adottate negli anni scorsi.

Il decreto stabilisce anche i criteri che dovranno seguire le conferenze provinciali. Tra i punti principali c’è la tutela delle scuole nei comuni montani, insulari o parzialmente montani. Anche in presenza di un numero ridotto di alunni, questi istituti potranno mantenere l’autonomia per evitare che intere comunità restino senza un presidio educativo.

 

Razionalizzazione nelle città

Nelle aree urbane più grandi, invece, l’obiettivo è ridurre squilibri e situazioni di sovraffollamento, intervenendo soprattutto sugli istituti comprensivi.

Per quanto riguarda le scuole superiori, il piano mira alla creazione di poli formativi omogenei: licei accorpati tra loro, istituti tecnici ed economici nello stesso polo, professionali tecnologici o dei servizi riuniti in un’unica struttura. Una riorganizzazione che punta a ridurre la frammentazione degli indirizzi e a rendere più chiari i percorsi di studio.

Sul fondo resta anche il tema della dispersione scolastica, che in Sicilia continua a rappresentare una delle principali criticità del sistema educativo.

 

Il peso della demografia

Nella definizione dei piani peserà anche l’andamento demografico degli ultimi cinque anni. Gli istituti che hanno registrato un calo costante delle iscrizioni potrebbero essere coinvolti in operazioni di riorganizzazione.

Non sarà invece possibile creare nuovi istituti omnicomprensivi, salvo eccezioni per i piccoli comuni sotto i 5 mila abitanti, per le aree montane e per le isole minori, dove l’isolamento territoriale richiede soluzioni più flessibili.

 

Viabilità e bacini di utenza

Altro elemento centrale sarà quello dei collegamenti. La distribuzione dei plessi dovrà tenere conto della viabilità e dei bacini di utenza, valutando tempi di percorrenza e condizioni dei trasporti per evitare disagi a studenti e famiglie.

Il percorso di definizione dei piani partirà ora dagli Uffici scolastici territoriali, che raccoglieranno i dati sulla popolazione studentesca e avvieranno il confronto con enti locali e organizzazioni sindacali prima della definizione delle proposte provinciali.