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16/03/2026 06:00:00

Trapani, nuovi gruppi in consiglio. Cambiano gli equilibri, maggioranza più fragile

Due nuovi gruppi consiliari, una maggioranza sempre più fragile e un Consiglio comunale che sembra ormai proiettato oltre l’attuale esperienza amministrativa. Le sedute del 12 e 13 marzo a Palazzo Cavarretta hanno ridisegnato gli equilibri politici dell’aula e aperto nuovi scenari nella maggioranza che sostiene il sindaco Giacomo Tranchida.

 

A Palazzo Cavarretta nascono due nuovi gruppi consiliari – “Gruppo misto per Trapani” e “Gruppo tecnico PD – Uniti per Trapani” – ma il dato politico che emerge è più profondo: gli equilibri della maggioranza che sostiene il sindaco appaiono sempre più fragili, mentre il Consiglio comunale sembra già muoversi in una logica da fine legislatura.

 

Nasce il “Gruppo misto per Trapani”

Il primo nuovo soggetto politico è il “Gruppo misto per Trapani”, già anticipato nei giorni precedenti da indiscrezioni e da un comunicato stampa. Ne fanno parte Alberto Mazzeo e Giovanni Carpinteri, ex componenti di Trapani Tua — gruppo scioltosi dopo la fuoriuscita di Totò Braschi — ai quali si aggiunge Francesco Briale, eletto nella lista Polis che fa riferimento ad Andrea Vassallo.

A darne annuncio in aula è stato Giovanni Carpinteri, che ha parlato di una scelta naturale, maturata all’interno di un percorso politico fondato sulla collaborazione e sulla condivisione di obiettivi. Il capogruppo non è stato ancora indicato, circostanza che ha fatto slittare la conferenza dei capigruppo prevista.

La nascita del gruppo arriva dopo tre votazioni contrarie e decisive rispetto alle mozioni della maggioranza, segnale interpretabile come il preludio a un possibile passaggio all’opposizione. Se questo scenario dovesse concretizzarsi, i numeri dell’aula si ribalterebbero: 13 consiglieri all’opposizione contro 11 di maggioranza.

Una situazione che, al di là degli equilibri politici, rischierebbe di rallentare ulteriormente l’attività amministrativa. In caso di voto contrario dell’opposizione, infatti, gli atti potrebbero essere approvati solo in seconda convocazione, quando basterebbero 10 consiglieri. Di fatto, un raddoppio dei tempi della politica, dentro una macchina burocratica già pachidermica.

 

Il ritorno del PD e la doppia anima del gruppo

Il secondo gruppo costituitosi è quello del Partito Democratico.

Più volte nato e ricostituito nel tempo, il gruppo del PD era stato formato subito dopo le ultime elezioni e poi nuovamente nel 2024 con l’ingresso, seguito da un rapido abbandono, di Andrea Genco. La nuova formazione nasce con la surroga di Baldo Cammareri con Monica Desideri, dirigente del partito.

Il nome scelto — “Gruppo tecnico PD – Uniti per Trapani” — evidenzia la doppia natura del progetto: da un lato il riferimento politico al PD, dall’altro la componente civica della lista Uniti per Trapani, rappresentata dall’ex assessore Vincenzo Guaiana.

Capogruppo è stata indicata Monica Desideri, che ha parlato della volontà di rafforzare un’identità politica chiara, fondata sui valori progressisti, valorizzando al tempo stesso l’esperienza amministrativa maturata da Guaiana e mantenendo come riferimento gli assessori Pino Pellegrino e Giulia Passalacqua.

Le reazioni: il centrodestra fiuta l’occasione

Le reazioni politiche ai nuovi assetti non sono state uniformi. La ricostituzione del gruppo PD è stata accolta con commenti piuttosto formali e ironici. Ben diversa l’attenzione suscitata dal Gruppo misto per Trapani, che molti nell’opposizione interpretano come il primo segnale di una possibile ridefinizione degli equilibri.

Per Giuseppe Guaiana, di Amo Trapani, la nascita del gruppo segnerebbe addirittura “la fine del famoso Cencelli tranchidiano e l’inizio di un nuovo corso politico”.

La lista che faceva capo ad Alberto Mazzeo, infatti, non è più rappresentata in giunta e difficilmente tornerà ad esserlo dopo la nomina di Giusy Poma, arrivata a fronte del “gran rifiuto” opposto al sindaco alla proposta su Giovanni Carpinteri.

L’ipotesi di rimpasti di giunta resta sullo sfondo e alimenta già il consueto toto-assessori: chi potrebbe uscire dall’esecutivo e chi, invece, potrebbe avvicinarsi alla maggioranza.

Tra i nomi che circolano negli ambienti politici c’è proprio quello di Peppe Guaiana, che alcune voci indicano come possibile candidato alla vicepresidenza del Consiglio, carica che l’opposizione aveva già rivendicato.

Ma proprio dal centrodestra arriva anche la lettura più esplicita di questa fase.

Per Maurizio Miceli, la nascita del nuovo gruppo rappresenta uno scatto di orgoglio di una parte della maggioranza, ma anche un’occasione politica. Miceli invita infatti apertamente i tre consiglieri a passare all’opposizione e rientrare nel centrodestra, considerata la loro collocazione naturale, per costruire un progetto politico in vista delle prossime amministrative. Lo stesso Miceli, del resto, non ha mai nascosto di essere disponibile per una candidatura a sindaco con Fratelli d’Italia.

Anche il Movimento 5 Stelle cittadino, pur non avendo rappresentanza in Consiglio comunale, è intervenuto nel dibattito sostenendo che la maggioranza che sostiene Tranchida sia ormai profondamente divisa e che i continui riposizionamenti segnino la fine politica di questa esperienza amministrativa.

 

Il caso del concorso e le tensioni in aula

In questo clima politico già teso si inserisce anche il caso sollevato dal consigliere di opposizione Salvatore Fileccia sulla procedura concorsuale per un posto di dirigente tecnico.

Il 24 dicembre una delibera di giunta ha modificato il regolamento dei concorsi introducendo un titolo aggiuntivo di 0,3 punti per ogni anno di servizio prestato al Comune, eliminando invece il riconoscimento del servizio svolto presso altri enti locali.

Il 9 marzo scorso è stato pubblicato il bando, dove emerge un secondo elemento molto rilevante, spesso più incisivo del punteggio sui titoli: l’esonero dalla prova preselettiva, qualora si dovessero superare 50 domande, per chi ha già lavorato nel Comune di Trapani. Secondo il consigliere di opposizione i nuovi criteri potrebbero favorire l’attuale dirigente ing. Orazio Amenta, attualmente in forza al Comune di Trapani a tempo determinato.

In aula, l’assessore al personale Vincenzo Abbruscato ha replicato con una posizione netta: “I bandi si impugnano, se si ritiene che siano fuori norma”.

La dirigente responsabile del procedimento, Nunziata Gabriele, si era resa disponibile a intervenire per chiarire i dubbi sollevati dal consigliere, che ha annunciato possibili esposti in Procura, ma il presidente del Consiglio Mazzeo non le ha concesso la parola.

 

Una risposta scritta, anche alla luce di una norma del Testo unico degli enti locali, è attesa nelle prossime sedute. Il riferimento normativo riguarderebbe, in particolare, la distinzione tra indirizzo politico e gestione amministrativa: mentre Consiglio e Giunta stabiliscono le regole generali, la gestione delle procedure concorsuali – dalla redazione del bando alla conduzione della selezione – rientra nelle competenze della struttura amministrativa e dei dirigenti.

Indipendentemente dai profili di legittimità o meno del regolamento, la partecipazione al bando determinerà in che misura i criteri introdotti potrebbero risultare deterrenti e se i dubbi posti dal consigliere fossero più o meno fondati.

La polemica sul concorso non si esaurisce però nei soli profili amministrativi della procedura, ma si inserisce in un contesto politico più ampio: non a caso, la polemica si sviluppa proprio mentre l’aula vive una fase di ridefinizione degli equilibri e la maggioranza si fa più fragile. In questo quadro la vicenda assume un valore che va oltre l’aspetto tecnico della procedura. Il ruolo di dirigente tecnico, soprattutto in una fase segnata dalla gestione dei lavori pubblici e dei progetti finanziati con il PNRR, rappresenta infatti una figura strategica nella macchina comunale.

Il segnale più evidente del clima politico arriva però dalla seduta di prosecuzione del 13 marzo, quando la maggioranza ha disertato in blocco l’aula.

Unica eccezione proprio il Gruppo misto per Trapani, che ha votato insieme all’opposizione le delibere all’ordine del giorno.

Un passaggio che conferma come l’intero Consiglio comunale sembri ormai muoversi in una logica che guarda oltre l’attuale esperienza amministrativa.

 

Da un lato c’è chi lavora alla ricomposizione di un centrodestra oggi frammentato, dall’altro chi cerca un nuovo leader capace di attrarre consenso trasversalmente.

In questo scenario si attende, a breve, il destino processuale di Mimmo Fazio, che potrebbe determinarne una nuova discesa in campo.

Ma negli ambienti cittadini comincia a circolare con insistenza anche un nome esterno alla politica attiva: quello dell’ex prefetto Valerio Valenti.

Nel frattempo però Trapani continua a fare i conti con le sue emergenze quotidiane: la crisi idrica, le grandi progettualità avviate, i servizi per i più fragili e la stagione turistica ormai alle porte.

Questioni che difficilmente possono restare sullo sfondo mentre la politica cittadina sembra già impegnata nella costruzione degli equilibri del prossimo ciclo amministrativo.