Accesso abusivo a sistema informatico o telematico, violazione e sottrazione di corrispondenza e interferenze illecite nella vita privata sono i reati ipotizzati nella querela che una docente castelvetranese ha presentato ai carabinieri contro un collega che avrebbe approfittato dell’applicazione WhatsApp Web sul pc dell’ufficio della vicepresidenza per vedere, scaricare e stampare messaggi tra due colleghi, tra cui la denunciante, per poi fare delle stampe e divulgarle.
Nei messaggi scaricati, stampati e diffusi anche informazioni intime e riservate, come problemi di salute, credenziali per l’accesso a un conto corrente bancario e password.
Quando la docente, informata dal dirigente scolastico, ha appreso quanto era accaduto, tramite un legale (l’avvocato Tancredi Bongiorno) ha intimato al presunto autore dell’accesso illegale alla sua messaggistica WhatsApp di riconsegnare le chat e distruggere le stampe entro cinque giorni, ma ciò non sarebbe accaduto.
Per questo l’insegnante, vittima dell’intrusione informatica, si è recata dai carabinieri e ha sporto querela contro il collega. La denuncia sarà trasmessa dai carabinieri alla Procura della Repubblica di Marsala.