In vista delle elezioni amministrative 2026 a Marsala, intervistiamo i protagonisti della prossima competizione elettorale. Ecco le risposte di Cristina Genna.
*Perché ha deciso di candidarsi proprio adesso?
Come tanti figli e figlie di Marsala, anche io sono andata via per costruire il mio percorso di studio e di lavoro. Andare lontano mi ha fatto crescere, ma mi ha anche fatto capire quanto fosse forte il legame con la mia città. Quando sono tornata, cinque anni fa, ho riscoperto Marsala con occhi diversi: la sua bellezza, le sue contraddizioni, le sue energie inespresse.
Ho ascoltato storie, sogni, delusioni. E ho sentito nascere dentro me una responsabilità: non restare a guardare. E onestamente non voglio essere travolta dal fatalismo che spesso ci caratterizza, il “è sempre andata così”. Una città diversa è possibile e per mettere in moto il cambiamento servono energie nuove, uno sguardo al futuro e tanto entusiasmo.
*Cosa non funziona oggi a Marsala e cosa l’ha convinta a scendere in campo?
Oggi Marsala sembra offrire sempre meno opportunità per i giovani. Non parlo solo di lavoro, ma anche di luoghi di aggregazione, di iniziative culturali e di prospettive concrete che permettano a ragazzi e ragazze di immaginare qui il proprio futuro. Personalmente sono stata fortunata: sono riuscita a trovare lavoro in Sicilia e a tornare nella mia città. Ma molti miei coetanei, trentenni pieni di competenze e talento, hanno dovuto lasciare Marsala, spesso non per scelta ma per necessità. Questa fuga di energie rappresenta una perdita enorme per l’intera comunità. Allo stesso tempo, vedo una città che non investe abbastanza in politiche ambientali e nella riqualificazione degli spazi urbani.
Serve più attenzione alla vivibilità dei quartieri, al recupero delle aree abbandonate, alla mobilità sostenibile e al verde pubblico. Una città che cura i propri spazi è una città che si prende cura delle persone. Per questo la mia candidatura si concentra con convinzione su politiche giovanili e ambientali. Credo che il futuro di Marsala passi dalla capacità di trattenere e valorizzare i suoi giovani e dalla costruzione di un modello di sviluppo più sostenibile, moderno e inclusivo, capace di far crescere la comunità e le opportunità per tutti.
*Qual è il primo atto concreto che proporrebbe se venisse eletto?
Se venissi eletta, il primo atto concreto che proporrei sarebbe l’avvio di un piano di mobilità sostenibile per Marsala, pensato per rendere più facile, chiaro e accessibile l’uso dei trasporti pubblici. Oggi, ad esempio, se inseriamo una destinazione su Google Maps, non compaiono i percorsi degli autobus della città: per conoscere le linee e gli orari bisogna scaricare un PDF dal portale del Comune. Una città davvero smart, sostenibile e turistica deve offrire servizi digitali e efficienti, soprattutto oggi che eventi globali e l’aumento del costo della benzina rendono fondamentale avere alternative all’auto privata. Il piano prevederebbe percorsi ciclabili, collegamenti pedonali, autobus più chiari e fruibili e, idealmente, anche servizi di bike sharing, per permettere a cittadini e turisti di spostarsi in modo pratico e sostenibile. Personalmente sarei la prima a usare quotidianamente gli autobus e le biciclette, perché credo che un trasporto pubblico moderno e servizi smart siano tra i segni concreti di una città viva e attrattiva.
*Che competenze o esperienze personali porta in Consiglio comunale?
Per lavoro mi occupo della promozione della Sicilia attraverso i suoi vini: racconto territori, identità, storie in Italia e nel mondo. Questo mi ha insegnato che la bellezza non è qualcosa di astratto, ma è il risultato della cura quotidiana. Una città curata è una città che si rispetta e che si fa rispettare. La cura passa dal decoro urbano, dalla pulizia, dalla manutenzione degli spazi pubblici. Non sono dettagli: sono il primo segnale del rapporto tra istituzioni e cittadini.
Negli anni passati sono stata rappresentante comunale di un’associazione impegnata nella pulizia degli spazi e ho organizzato eventi di raccolta rifiuti, coinvolgendo tante persone. In quelle occasioni ho visto quanto sia potente il senso di comunità quando viene riattivato. Ho studiato a Varsavia e ho vissuto a Londra, città diverse ma accomunate da una forte vitalità e dalla capacità di valorizzare le energie presenti. Ho visto come il multiculturalismo, se accompagnato da regole chiare e da politiche di integrazione serie, possa diventare una ricchezza reale. Credo che tutti i cittadini e le cittadine siano fondamentali e debbano trovare le condizioni per esprimere il proprio talento.
Vogliamo una città attrattiva, che non respinga i propri figli e le proprie figlie e che sappia trattenere competenze e sogni. Allo stesso tempo, chi sceglie di vivere qui deve potersi integrare e contribuire, insieme, al benessere collettivo. Questo non significa essere ingenui o “buonisti a tutti i costi”. Significa avere una visione chiara: inclusione e responsabilità devono camminare insieme. Solo così possiamo costruire una comunità più forte, più giusta e più dinamica.
*Come immagina Marsala tra cinque anni?
Immagino Marsala tra cinque anni come una città più verde, più giovane, più giusta. Una città che investe negli asili nido comunali, nei servizi per le mamme lavoratrici e nelle attività rivolte sia ai più giovani che ai meno giovani. La vedo come una città che restituisce spazi alle realtà artistiche e culturali, troppo spesso prive di luoghi fisici dove poter provare, esibirsi, creare. L’arte non è un lusso: è identità, è aggregazione, è crescita collettiva. Allo stesso modo immagino una città che investe seriamente nello sport, perché lo sport significa salute, prevenzione, educazione al rispetto delle regole, inclusione sociale e opportunità per i più giovani. Penso anche a un turismo sostenibile, capace di generare ricchezza diffusa.
Il Comune deve vigilare affinché la crescita economica avvenga in modo sostenibile, etico e rispettoso delle persone. Attrattività non può significare precarietà. Il mio sogno è non sentire più frasi come: “È sempre andata così”. Perché rassegnarsi è il modo più veloce per fermarsi. Non mi considero una sognatrice ingenua. Ho imparato che le cose o si fanno bene o non si fanno. E per me fare politica significa questo: creare le condizioni affinché ogni cittadino e cittadina possa esprimere il proprio talento, senza dover scegliere tra dignità e opportunità.
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