A tre giorni dal referendum del 22 e 23 marzo, a Trapani esplode il caso sull’agibilità della sede comunale dei Servizi demografici. La vicenda, sollevata dal consigliere Salvatore Daidone e approdata in Consiglio comunale, si è sviluppata nelle ultime 48 ore tra sopralluoghi, polemiche, spostamenti d’urgenza e interventi sui locali di piazza San Francesco di Paola, dove nei giorni scorsi si sono svolti i sorteggi per le operazioni elettorali.
Il punto centrale resta uno e riguarda una domanda che, al momento, non ha ancora trovato una risposta chiara: quei locali erano effettivamente agibili quando si sono svolte le operazioni? «Nessuno mi sa dire se questi locali sono agibili oppure no», afferma Daidone, spiegando di aver chiesto chiarimenti agli uffici senza ricevere riscontri ufficiali. Il consigliere racconta anche di essersi recato personalmente nella sede per verificare la situazione, trovando una targhetta che segnalava un’area interdetta e riscontrando alcune criticità strutturali.
Secondo la sua ricostruzione, nel corridoio sarebbe stato presente un buco nel tetto con infiltrazioni d’acqua e, in passato, quella zona sarebbe stata delimitata con nastro di interdizione. In un successivo accesso, aggiunge, il cancello che conduce al locale in cui si erano svolti i sorteggi risultava chiuso con un catenaccio. A questo si aggiungono le segnalazioni sulle condizioni dei servizi igienici utilizzati dai dipendenti, ritenute non adeguate. L’interrogazione presentata in aula è accompagnata da fotografie che documenterebbero lo stato dei luoghi.
Nelle ultime 48 ore, però, qualcosa cambia. Mentre il caso diventa pubblico e finisce al centro del dibattito politico, i locali vengono rapidamente sistemati: il buco nel tetto viene ripristinato e la segnaletica che indicava l’interdizione dell’area non risulta più presente. Contestualmente, il Comune comunica lo spostamento delle attività elettorali: il ritiro e il rilascio delle tessere passano agli uffici di via Garibaldi, dove è stata prevista un’apertura straordinaria per gestire l’aumento delle richieste a ridosso del voto.
Ma il nodo, per il consigliere, resta legato alla documentazione. «Il certificato non c’è, non mi hanno dato ancora risposta», sottolinea, evidenziando come, nonostante gli interventi effettuati, non risultino al momento atti ufficiali o verbali che attestino la piena agibilità dei locali. E aggiunge: «Se è stato ripristinato adesso, è strano che prima si siano svolte lì le operazioni».
Nel frattempo la macchina elettorale va avanti e l’organizzazione si sposta. Gli uffici dei Servizi demografici di via Garibaldi resteranno aperti con orari straordinari: da lunedì a venerdì dalle 8.30 alle 13.30 e dalle 15 alle 17, sabato dalle 9 alle 18 e domenica dalle 9 alle 22.30. Qui gli elettori potranno ritirare la tessera già in giacenza oppure richiederne una nuova nel caso in cui quella precedente sia esaurita negli spazi, deteriorata o smarrita.
In Consiglio comunale è arrivata anche la risposta dell’assessore Enzo Abbruscato, presidente della commissione elettorale, che ha annunciato verifiche sulla situazione segnalata. «Gli uffici competenti sono stati informati e domani faranno degli approfondimenti per verificare lo stato di agibilità dei locali e la regolarità delle autorizzazioni», ha spiegato.
E di fatto, nelle ore successive, i provvedimenti sono stati adottati: sono stati effettuati interventi sui locali e riorganizzato il servizio elettorale con lo spostamento in via Garibaldi. Un elemento che segna un passaggio concreto nella gestione della vicenda, anche se resta aperta la questione iniziale: al momento dei sorteggi, quei locali erano davvero agibili?