L'Europa ha detto sì al Piano Rifiuti, Schifani: "Andiamo avanti con i termovalorizzatori"
Il via libera di Bruxelles segna una svolta per la gestione dei rifiuti in Sicilia. Il presidente della Regione, Renato Schifani, rivendica il risultato e rilancia con decisione sul futuro del sistema: «Adesso si fa sul serio». La Commissione europea ha approvato il Piano regionale dei rifiuti, atteso da anni, aprendo ufficialmente alla realizzazione di due termovalorizzatori nell’isola. Gli impianti sorgeranno a Palermo e Catania e rappresentano il perno della nuova strategia.
Schifani: «Basta discariche»
Nel suo messaggio video, Schifani ha sottolineato come l’obiettivo sia superare definitivamente il sistema basato sulle discariche: «Costano troppo e fanno male all’ambiente». Il governatore ha parlato di un cambio strutturale che punta su differenziata, riuso ed energia.
I prossimi passi
Il cronoprogramma è già delineato:
entro aprile l’arrivo dei progetti;
entro fine anno le gare per la realizzazione degli impianti.
Un’accelerazione resa possibile anche dalla proroga di tre anni dell’incarico di Schifani come commissario straordinario per l’emergenza rifiuti, decisa dal governo nazionale.
Obiettivo: ridurre i costi per i cittadini
Secondo il presidente della Regione, il nuovo sistema consentirà non solo una gestione più sostenibile, ma anche un contenimento dei costi. Nel mirino c’è la riduzione della Tari, oggi gravata dalle spese per il conferimento in discarica e per il trasporto dei rifiuti fuori regione.
«Adesso si accelera. Senza più rinvii», ha concluso Schifani, indicando una linea politica chiara: chiudere il ciclo dei rifiuti in Sicilia e ridurre la dipendenza dalle soluzioni emergenziali.
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Piano rifiuti in Sicilia, Legambiente attacca: “Insostenibile, più discariche e costi elevati”
Arriva una dura presa di posizione da parte di Legambiente Sicilia sul Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani, dopo il via libera da Bruxelles.
Il presidente Tommaso Castronovo invita alla cautela: prima di tutto, sottolinea, sarà necessario analizzare nel dettaglio i contenuti della comunicazione europea. Tuttavia, per l’associazione ambientalista, “nulla cambia” rispetto alle criticità già evidenziate.
Critiche su discariche e raccolta differenziata
Secondo Legambiente, il piano non rappresenta una svolta nella gestione dei rifiuti. Al contrario, non eliminerebbe il ricorso alle discariche – né quelle abusive né quelle autorizzate – prevedendone addirittura un ampliamento per oltre 9 milioni di metri cubi.
Una scelta che, secondo Castronovo, rischia di frenare gli sforzi di centinaia di Comuni virtuosi e dei cittadini impegnati nella raccolta differenziata, ostacolando lo sviluppo di una vera filiera legata all’economia circolare.
Nodo termovalorizzatori e costi
Al centro delle contestazioni anche la strategia sugli impianti di incenerimento. Il piano, sostiene Legambiente Sicilia, punta alla realizzazione di una filiera basata sui termovalorizzatori, con un investimento superiore al miliardo di euro.
Una direzione che, secondo l’associazione, allontanerebbe la Sicilia dagli obiettivi europei sull’economia circolare e avrebbe un impatto diretto sui cittadini: il costo di conferimento dei rifiuti in questi impianti supererebbe i 250 euro a tonnellata, con il rischio di un aumento della tassa sui rifiuti.
“Piano insostenibile”
La conclusione di Castronovo è netta: il Piano regionale dei rifiuti viene definito “insostenibile”, sia sotto il profilo ambientale sia da quello economico.
Una posizione che riaccende il dibattito sulla gestione dei rifiuti in Sicilia, già al centro del confronto politico e istituzionale dopo l’ok europeo.
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