Diga Trinità, appello urgente alla Regione: “Alzare subito l’invaso a 64 metri”
Mentre le carte passano di ufficio in ufficio, l’acqua continua a scorrere via. E con lei, il rischio concreto di compromettere la stagione irrigua.
È un appello forte, corale, che arriva dal territorio: istituzioni, Chiesa e associazionismo chiedono alla Regione Siciliana un intervento immediato sulla diga Trinità. L’obiettivo è chiaro: autorizzare subito l’innalzamento della quota di invaso fino a 64 metri. Perché il tempo, qui, non è una variabile burocratica. È acqua che si perde.
Il sopralluogo: lavori completati, nessuna criticità
La richiesta arriva dopo un sopralluogo effettuato alla diga Trinità, alla presenza di rappresentanti istituzionali e tecnici ministeriali e regionali.
Secondo quanto emerso, gli interventi previsti risultano completati e non sarebbero state rilevate criticità tali da impedire una gestione più efficiente dell’invaso. Eppure, nonostante questo, la diga continua a operare con limitazioni che impediscono di trattenere l’acqua.
“Le paratoie restano aperte, l’acqua si perde”
È il passaggio più netto della lettera inviata al presidente della Regione Renato Schifani e agli assessori all’Energia e all’Agricoltura.
«Mentre si esaminano le carte, le paratoie restano aperte e l’acqua – bene oggi più che mai essenziale – non viene trattenuta».
Una fotografia che, più che tecnica, è politica. E soprattutto concreta.
L’allarme dei sindaci: stagione irrigua a rischio
A firmare la richiesta sono i sindaci di Campobello di Mazara, Castelvetrano, Marsala, Mazara del Vallo, Petrosino e Salemi, insieme al presidente del Libero Consorzio di Trapani Salvatore Quinci, al vescovo Angelo Giurdanella e al presidente dell’associazione “I Guardiani del Territorio” Gian Paolo De Vita.
Il messaggio è chiaro: la situazione non è più sostenibile. Il territorio si avvicina a una fase decisiva per l’agricoltura e ogni giorno perso riduce la disponibilità d’acqua, con il rischio concreto di danni economici gravi per gli agricoltori e di un clima sociale sempre più teso tra operatori e amministratori.
La richiesta: decidere subito, anche nelle more burocratiche
Per questo si chiede alla Regione un atto immediato: autorizzare l’innalzamento dell’invaso a 64 metri sul livello del mare, anche mentre proseguono verifiche e iter amministrativi.
«Il tempo delle verifiche amministrative – scrivono – non può coincidere con il tempo dell’emergenza».
Tradotto: la burocrazia può aspettare, la siccità no.
Una scelta che pesa sull’economia del territorio
La diga Trinità non è solo un’infrastruttura. È un pezzo fondamentale dell’economia agricola della provincia di Trapani.
Non trattenere l’acqua oggi significa rischiare raccolti domani. E in un territorio già provato da anni difficili, è un rischio che nessuno sembra più disposto ad accettare.
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