“La danza è disciplina e vita”: Sandra Giorgetti ospite a "In vino veritas"
La danza come scuola di vita, prima ancora che arte o pratica sportiva.
È questo il filo conduttore della puntata del podcast In vino veritas, condotto da Danilo Orlando e Valentina Colli, che ha ospitato Sandra Giorgetti, storica insegnante di danza e fondatrice della Classic Ballet School.
Un dialogo lungo, personale e denso di contenuti, che attraversa oltre quarant’anni di carriera e restituisce una visione chiara e rigorosa della danza classica: non uno sport, ma una disciplina artistica capace di formare il carattere.
La danza, spiega, insegna ordine, controllo e consapevolezza del corpo. Non è solo tecnica, ma un linguaggio che sviluppa capacità di osservazione, sensibilità e relazione. Un’educazione silenziosa che si traduce poi nella vita quotidiana, nel lavoro e nei rapporti umani.
Un percorso tra Italia ed estero Durante l’intervista emerge anche il percorso personale della Maestra. Formatasi tra Italia e Inghilterra, con una lunga esperienza legate alla Royal Academy di Londra, Giorgetti racconta le difficoltà incontrate nel mondo professionale della danza, tra limiti fisici imposti dai canoni del passato e un sistema lavorativo precario.
Dopo le esperienze nei teatri, tra cui Firenze e Trieste, la scelta di tornare in Sicilia e fondare nel 1981 una scuola a Trapani. Una decisione che si rivelerà determinante: la Classic Ballet School diventa negli anni un punto di riferimento, formando generazioni di allieve e allievi, molti delle quali oggi insegnano a loro volta, anche fuori regione e tanti sono stati ammessi in scuole prestigiose: dal Teatro alla Scala di Milano, all’Accademia Nazionale di Danza di Roma fino alla compagnia di Kiev.
Ampio spazio è dedicato anche ad una riflessione sulla condizione della danza in Italia. Giorgetti sottolinea un paradosso: una tradizione storicamente fortissima – basti pensare ai grandi maestri italiani che hanno codificato la danza classica – da Amalia Brugnoli a Pierina Legnani – ma poco sostenuta a livello istituzionale. Poche compagnie stabili, finanziamenti limitati e la necessità, per molti talenti, di trasferirsi all’estero per costruire una carriera.
Una realtà che continua a penalizzare il settore, nonostante il valore riconosciuto della formazione italiana. Talento, sacrificio e limiti dei talent show Nel corso della puntata si affronta anche il tema del talento. “La danza è per tutti, ma non tutti sono per la danza”: una sintesi efficace di una visione che unisce inclusività e realismo. Servono disciplina, predisposizione fisica e una maturità precoce per affrontare davvero questo percorso.
Da qui anche una riflessione critica sui talent televisivi: strumenti di visibilità, ma raramente in grado di costruire artisti completi. La danza, sottolinea Giorgetti, richiede tempo, studio e profondità, elementi difficili da conciliare con i ritmi dello spettacolo televisivo. Ma c’è un aspetto ancora più significativo: l’eredità lasciata agli allievi. Non solo competenze tecniche, ma una forma mentale fatta di rigore, resilienza e capacità di affrontare le sfide. È questo, in fondo, il senso più profondo della puntata di In vino veritas: la danza come strumento educativo totale, capace di modellare le persone ben oltre la sala prove.
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