In vista delle elezioni amministrative 2026 a Marsala, intervistiamo i protagonisti della prossima competizione elettorale. Ecco le risposte di Celeste Gaudino.
*Perché ha deciso di candidarsi proprio adesso?
Non è stata una decisione improvvisa. La mia vita è sempre stata piena: lavoro, famiglia, figli, responsabilità quotidiane. E proprio per questo, a un certo punto, ti rendi conto che non puoi limitarti a osservare le cose che non funzionano. Ho avuto anche la possibilità di vivere e lavorare all’estero per diversi anni. È stata un’esperienza che mi ha dato tanto: mi ha permesso di vedere come funzionano altre realtà, quanto possano incidere l’organizzazione, il senso civico e la qualità dei servizi sulla vita delle persone. E quando poi scegli di tornare, come ho fatto io, lo fai in modo ancora più consapevole. Torni perché credi nella tua città, perché qui ci sono le tue radici. Arriva un momento in cui capisci che il futuro della città in cui cresceranno i tuoi figli non è qualcosa di lontano, ma una responsabilità diretta. E allora mettersi in gioco diventa una scelta naturale.
*Cosa non funziona oggi a Marsala e cosa l’ha convinta a scendere in campo?
Marsala ha un potenziale enorme, ma spesso questo potenziale non si traduce nella qualità della vita che meriterebbe. Penso ai giovani, che crescono qui ma troppo spesso immaginano il loro futuro altrove. Questo è un segnale forte: significa che dobbiamo creare più opportunità, più prospettive, più fiducia. Penso al turismo: abbiamo tutto per essere una città attrattiva tutto l’anno, ma manca ancora una visione organizzata e continua che trasformi davvero queste risorse in sviluppo e lavoro. Penso al centro storico, che dovrebbe essere il cuore vivo della città e invece ha bisogno di più cura, più vitalità, più attenzione, più sicurezza. E penso alle contrade, che rappresentano una parte fondamentale di Marsala ma che troppo spesso si sentono lontane dalle decisioni. Quello che mi ha convinta è proprio questo: la sensazione diffusa che potremmo essere molto di più. Marsala non ha bisogno di piccoli aggiustamenti. Ha bisogno innanzi tutto di alzare le aspettative.
*Qual è il primo atto concreto che proporrebbe se venisse eletta?
La prima cosa è partire dal metodo: serve ascolto vero, continuo, strutturato. Nei quartieri, nelle contrade, nei luoghi dove la città vive davvero. Non solo durante la campagna elettorale. Vorrei creare momenti strutturati di confronto, per raccogliere bisogni e priorità reali. Non incontri occasionali, ma un dialogo costante con i cittadini. Allo stesso tempo, è fondamentale iniziare a costruire un percorso serio su due fronti: da un lato politiche per i giovani, dall’altro una strategia turistica più organizzata e continuativa. Quando parlo di giovani intendo creare opportunità reali, spazi, percorsi, in ultimo occasioni per restare. Sono questi a mio avviso i due pilastri su cui si gioca il futuro della città. E poi, naturalmente, intervenire su ciò che le persone vivono ogni giorno: servizi, manutenzione, cura degli spazi. Perché una città che sogna in grande deve anche funzionare bene nel quotidiano.
*Quali competenze o esperienze personali porta in Consiglio comunale?
Porto sicuramente l’esperienza vissuta all’estero. Vivere all’estero è stata un’esperienza fondamentale. Ho vissuto e lavorato molti anni nella società cinese, in ambienti internazionali, dove ho potuto assimilare un tipo di attitudine alla progettazione e alla sua trasformazione in risultati quasi sconosciuta nella politica nostrana. Porto la mia esperienza di insegnante, che mi mette ogni giorno davanti ai giovani, alle loro aspettative e alle loro difficoltà. E questo ti cambia lo sguardo. Ti fa capire quanto sia importante costruire una città che dia prospettive. Ma soprattutto porto un approccio concreto: capacità di ascolto, spirito di servizio e attenzione ai risultati. Non credo negli slogan, credo nel lavoro quotidiano, fatto di presenza, dialogo e responsabilità.
*Come immagina Marsala tra cinque anni?
La immagino come una città che ha smesso di accontentarsi. Una città in cui i giovani possano immaginare il proprio futuro, senza sentirsi costretti ad andare via. Una città che ha trasformato il turismo in una vera opportunità di sviluppo. Una città in cui il centro storico torna a essere un luogo è vivo, curato, pieno di energia. Una città in cui le contrade non sono periferie dimenticate, ma parte integrante della crescita. Una città più inclusiva, attenta alle famiglie, agli anziani, alle persone con disabilità e a chi vive situazioni di fragilità Ma soprattutto immagino una città che ha ricominciato a credere in sé stessa. Perché alla fine è questo il punto: Marsala può essere molto di più. Dobbiamo solo avere il coraggio di pretenderlo.
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