Allarme ambientale nell’arcipelago delle Isole Egadi, dove il Comitato “Salviamo lo Stornello” ha chiesto il blocco immediato e temporaneo di nuove concessioni edilizie e demaniali. L’istanza è stata inviata al sindaco di Favignana, Giuseppe Pagoto, alla presidente del consiglio Giusi Montoleone e agli assessori regionali Giusy Savarino e Francesco Paolo Scarpinato.
Secondo il Comitato, l’obiettivo è evitare un possibile “collasso ecosistemico” legato alla proliferazione di nuove strutture, soprattutto nelle aree costiere più sensibili, in attesa dell’approvazione degli strumenti urbanistici fondamentali: il Piano Urbanistico Generale (PUG) e il Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo (PUDM).
Le criticità segnalate
Il documento denuncia una serie di problematiche che, secondo i firmatari, stanno compromettendo l’equilibrio ambientale delle isole:
- Abuso della stagionalità
Strutture autorizzate come temporanee resterebbero attive tutto l’anno, trasformandosi di fatto in insediamenti permanenti che alterano il paesaggio e limitano la fruizione pubblica delle coste. - Deficit infrastrutturale
La mancanza di adeguate reti idriche e fognarie costringe all’uso di pozzi privati e fosse settiche, con rischi sanitari e un aggravamento della già critica disponibilità d’acqua. - Vuoto normativo e pianificazione incompleta
Il Comune ha avviato solo recentemente l’iter del nuovo PUG, dopo il fallimento del PRG del 2017, mentre il PUDM non è ancora stato approvato, lasciando spazio a interventi potenzialmente incoerenti. - Silenzio-assenso e carenza di controlli
Il Comitato denuncia una prassi che consentirebbe il via libera a progetti anche senza il parere vincolante dell’Area Marina Protetta, elemento ritenuto essenziale per la tutela dell’ecosistema.
La richiesta: moratoria immediata
Per il Comitato, la sospensione delle concessioni è una misura “necessaria, urgente e imprescindibile” per garantire una pianificazione sostenibile e orientata al consumo di suolo zero. La moratoria dovrebbe restare in vigore fino all’adozione del PUG e all’approvazione del PUDM.
Non solo: viene chiesto anche al Comune di riesaminare in autotutela le concessioni già rilasciate, verificandone la legittimità, soprattutto nei casi in cui manchi il parere dell’Area Marina Protetta.
L’obiettivo dichiarato è quello di tutelare l’interesse pubblico e assicurare che ogni futuro sviluppo edilizio sia compatibile con l’ambiente fragile e unico delle Egadi.