×
 
 
02/04/2026 18:32:00

Consumi. A Trapani reggono usato, elettrodomestici e telefonia

La Sicilia chiude il 2025 con un dato che, in tempi di portafogli guardinghi, vale quasi come una piccola notizia economica positiva: è la regione italiana che limita di più il calo dei consumi di beni durevoli. Secondo l’Osservatorio Annuale Consumi Findomestic, la flessione è appena dello 0,5%, meglio non solo della media nazionale, ma anche del Mezzogiorno e di tutte le altre regioni italiane.

In altre parole, si spende meno rispetto all’anno precedente, ma si resiste meglio. E non è poco, soprattutto in una fase in cui le famiglie continuano a scegliere con prudenza, puntando più sui bisogni concreti che sugli acquisti d’impulso.

 

In Sicilia spesi oltre 4,5 miliardi

 

Nel 2025 in Sicilia sono stati spesi 4 miliardi e 527 milioni di euro in beni durevoli, dato che colloca l’Isola all’ottavo posto in Italia per volumi complessivi. A frenare il risultato ci sono soprattutto le auto nuove, in calo del 6,8%, insieme alla debolezza di elettronica di consumo e mobili.

A sostenere il mercato, invece, sono stati alcuni comparti molto precisi: motocicli, in crescita dell’1,8%, auto usate, salite dell’1,4%, ed elettrodomestici, che fanno segnare il balzo più evidente con un +4%.

Il quadro è chiaro: le famiglie siciliane continuano a spendere, ma lo fanno scegliendo settori percepiti come più utili, più accessibili o semplicemente più urgenti.

 

Auto usate meglio delle nuove

 

Tra i dati più significativi c’è proprio quello del mercato automobilistico. Le auto nuove valgono in Sicilia 805 milioni di euro, ma arretrano sensibilmente. Le auto usate, invece, raggiungono 1,38 miliardi di euro e crescono, confermando una tendenza che da tempo accompagna i consumi delle famiglie: si rinvia il nuovo e si guarda con più attenzione all’usato.

Anche i motocicli vanno in controtendenza rispetto alla media nazionale. Il comparto arriva a valere 268 milioni di euro, quarto dato in Italia, segno che in Sicilia il mezzo a due ruote continua a rappresentare una soluzione concreta, e in molti casi più sostenibile, per la mobilità quotidiana.

 

Casa e tecnologia: bene elettrodomestici, frenano tv e mobili

 

Sul fronte della casa, gli elettrodomestici sono il comparto che cresce di più. In Sicilia raggiungono 408 milioni di euro, trainati da una parte dai bonus rottamazione per i grandi apparecchi e dall’altra dalla diffusione di piccoli elettrodomestici di nuova generazione.

L’elettronica di consumo, invece, si ferma a 103 milioni di euro e cala dell’1,2%, risentendo ancora degli effetti del picco di acquisti legato al passaggio al digitale terrestre. I mobili restano una voce importante, con 982 milioni di euro, ma segnano una lieve flessione dell’1,4%.

Tornano invece a crescere i comparti digitali: l’information technology sale a 135 milioni di euro con un +2,5%, mentre la telefonia raggiunge 438 milioni di euro con un +2%, sostenuta dalla domanda di smartphone di fascia alta.

 

Trapani tiene: calo lieve e segnali positivi

 

Dentro questo quadro regionale, Trapani mostra una tenuta piuttosto solida. La spesa complessiva in beni durevoli nel 2025 si attesta a 369,3 milioni di euro, con una flessione contenuta dello 0,4%.

Anche qui il mercato delle auto nuove soffre: 57,5 milioni di euro di spesa e un calo del 12,6%. Ma a compensare arrivano le auto usate, che raggiungono 111,5 milioni di euro e crescono del 2,9%, e i motoveicoli, che salgono a 15,2 milioni con un +3%.

Ancora più interessante il dato relativo agli acquisti per la casa. Gli elettrodomestici toccano 34,8 milioni di euro e registrano la crescita più forte dell’intero paniere provinciale, con un +5,1%. L’elettronica di consumo scende a 8,3 milioni di euro, mentre i mobili restano sostanzialmente stabili a 90,9 milioni, con un lieve +0,3%.

 

Telefonia e digitale in crescita

 

A Trapani crescono anche i comparti legati alla tecnologia personale. L’information technology arriva a 11,6 milioni di euro con un incremento del 2,7%, mentre la telefonia sale a 39,6 milioni di euro, facendo segnare un +2,9%.

Sono numeri che raccontano una provincia prudente ma non immobile. Si taglia dove si può, si rinvia il superfluo, ma si continua a investire in ciò che serve davvero nella vita quotidiana: la mobilità, la casa, la connettività.

 

Una Sicilia più prudente che ferma

 

Secondo Claudio Bardazzi, responsabile dell’Osservatorio Findomestic, la Sicilia nel 2025 ha mostrato una capacità di tenuta superiore alla media nazionale in un contesto ancora segnato da prudenza e attendismo. Il rallentamento delle auto nuove, osserva, è stato compensato dalla crescita di motocicli, auto usate ed elettrodomestici, mentre la spesa media per famiglia continua a indicare una struttura dei consumi attenta e selettiva.

Ed è probabilmente questa la fotografia più fedele. Non una Sicilia che corre, ma una Sicilia che resiste. Che compra meno per sfizio e più per necessità. Che non si lascia travolgere, ma neppure si concede troppe distrazioni. In fondo, quando si parla di consumi, il vero lusso del 2025 sembra essere diventato uno soltanto: riuscire a tenere botta.