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02/04/2026 21:26:00

Trapani, il Vescovo Fragnelli: “Ogni innocente che soffre è la Passione”

Il gesto più forte è arrivato in silenzio, inginocchiato. Il vescovo di Trapani Pietro Maria Fragnelli ha lavato i piedi ad alcuni detenuti della Casa Circondariale, nella celebrazione del Giovedì Santo in Cattedrale. Un segno antico, ma ancora capace di parlare al presente, dentro una città che porta addosso ferite e memoria.

È la Messa “In coena Domini” che apre il Triduo pasquale, ma quest’anno ha avuto un peso particolare. Non solo per il rito, ma per le parole.

 

Il ricordo di Pizzolungo: “Ogni innocente è la Passione”

 

In Cattedrale, tra i fedeli, anche Margherita Asta con i familiari. Un richiamo diretto alla memoria più dolorosa del territorio.

Il vescovo ha ricordato Barbara Rizzo e i figli Giuseppe e Salvatore, uccisi il 2 aprile 1985 nell’attentato contro il magistrato Carlo Palermo a Pizzolungo.

“Ogni qualvolta un innocente è chiamato a soffrire egli recita la Passione… Egli è la Passione”, ha detto Fragnelli. Parole che hanno legato il rito religioso alla storia civile, alla carne viva della memoria.

 

Il segno del sangue e il mondo di oggi

 

Nell’omelia, il vescovo ha ripreso il tema già affrontato nella Messa del Crisma: il sangue, simbolo di salvezza e di liberazione.

Il riferimento è alla Pasqua ebraica, al sangue dell’agnello sugli stipiti delle case. Ma il parallelo è immediato: “Forse tanti riti, ma nessuna liberazione”, ha detto.

Un passaggio netto, quasi una denuncia:
“i faraoni che uccidono si spostano dovunque sulla terra, si rivestono nei media di buone intenzioni e perseguono obiettivi di morte”.

E ancora: il mondo attende “l’Agnello che libera i prigionieri perché li ama”.

 

Il gesto: lavare i piedi ai detenuti

 

Il cuore della celebrazione resta il gesto della lavanda dei piedi. Non una rappresentazione simbolica qualunque, ma una scelta precisa: i detenuti.

Un richiamo diretto al Vangelo, ma anche alla realtà. “Fare Pasqua significa entrare nella relazione che Gesù propone ad ogni discepolo”, ha spiegato il vescovo, ricordando che “anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri”.

Un invito che diventa impegno concreto, soprattutto verso chi vive ai margini.

 

Le autorità presenti in Cattedrale

 

Alla celebrazione hanno partecipato anche diverse autorità istituzionali: la prefetta Daniela Lupo, la presidente del Tribunale Alessandra Camassa, il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida e quello di Erice Daniela Toscano.

Una presenza che sottolinea il legame tra comunità religiosa e istituzioni civili.

 

“E sarà subito giorno”

 

Il titolo dell’omelia riprende e ribalta un verso celebre di Salvatore Quasimodo: “Ed è subito sera”. Fragnelli lo trasforma in una promessa: “E sarà subito giorno”.

Un messaggio che attraversa tutta la riflessione: dalla memoria alla speranza, dalla sofferenza alla resurrezione.

 

Il programma del Venerdì Santo

 

Le celebrazioni continuano domani, Venerdì Santo. Alle 12 il vescovo sarà nella chiesa di San Pietro per l’adorazione della Croce e il rito della “discesa”.

Poi la processione verso il Collegio, da cui partirà la tradizionale Processione dei Misteri, uno dei momenti più attesi e identitari per Trapani.

Intanto, nella notte, sono iniziati gli altari della reposizione. Gli altari spogliati, il silenzio, l’attesa.

È la notte della Passione. E, come ha detto il vescovo, anche la promessa di un’alba.