×
 
 
04/04/2026 16:29:00

Trapani, Libera presenta “Cara Giulia” di Gino Cecchettin:  memoria, impegno civile e una riflessione sul femminicidio

“Le persone più felici non sono necessariamente coloro che hanno il meglio di tutto, ma coloro che traggono il meglio da ciò che hanno. La vita non è una questione di come sopravvivere alla tempesta, ma di come danzare nella pioggia!”

Inizia così “Cara Giulia”, il libro con cui Gino Cecchettin trasforma il dolore più profondo - quello di un padre che ha perso la propria figlia - e che diventa voce collettiva contro ogni forma di violenza.

Da questo messaggio prende forma l’iniziativa promossa dal Presidio Libera Trapani “G.G. Ciaccio Montalto”, che il 20 aprile 2026 alle ore 18:30, presso il Teatro Pardo, ospiterà proprio Gino Cecchettin per un incontro pubblico di riflessione, memoria e impegno civile. L’evento rappresenta molto più di una semplice presentazione editoriale: è un momento di confronto aperto, pensato soprattutto per le nuove generazioni, affinché possano interrogarsi sul significato delle relazioni, del rispetto e della libertà.

Il femminicidio di Giulia Cecchettin: una ferita aperta

La vicenda di Giulia Cecchettin rappresenta uno dei casi più emblematici e dolorosi degli ultimi anni in Italia. La giovane, studentessa universitaria, è stata uccisa nel novembre 2023 dall’ex fidanzato, al termine di una relazione segnata da controllo, gelosia e incapacità di accettare la fine del rapporto. Nel caso di Giulia, molti elementi hanno reso evidente questa dimensione: la difficoltà dell’ex partner ad accettare l’autonomia della giovane, la volontà di controllo e la trasformazione del rifiuto in violenza. Una dinamica purtroppo ricorrente, che evidenzia come il problema non sia episodico, ma strutturale.

Un femminicidio - quindi l’uccisione di una donna in quanto donna, spesso all’interno di relazioni affettive o familiari, maturata in un contesto di discriminazione, possesso o dominio. Non è quindi solo un omicidio, ma l’espressione estrema di una violenza radicata in una cultura che nega libertà e autodeterminazione – che è l’ennesimo e che ha suscitato una profonda ondata di indignazione collettiva, portando in piazza migliaia di persone e aprendo un dibattito nazionale sulla violenza di genere.

Perchè Giulia era una ragazza come tante altre: la sua foto col basco ed il sorriso aperto, l’impegno sociale e la solida cultura femminista, hanno restituito all’intero Paese il senso di impotenza davanti all’orrore. Perchè di diventare vittime può capitare proprio a tutte: la ferocia è trasversale, non conosce classe sociale né culturale. La storia di Giulia è diventata simbolo di una generazione che chiede un cambiamento reale, a partire dall’educazione affettiva e dal superamento di stereotipi ancora profondamente radicati.

L’impegno di Gino Cecchettin: dal dolore all’azione

Dopo la tragedia, Gino Cecchettin ha scelto di non chiudersi nel silenzio. Il suo percorso pubblico è diventato un esempio di come il dolore possa trasformarsi in responsabilità sociale. Attraverso incontri nelle scuole, interventi pubblici e testimonianze, Cecchettin ha portato avanti un messaggio chiaro: la violenza di genere non è un’emergenza improvvisa, ma il risultato di una cultura che va cambiata a partire dall’educazione. Il suo impegno si rivolge in particolare ai giovani, affinché imparino a riconoscere e decostruire stereotipi e dinamiche tossiche, costruendo relazioni sane e libere.

“Cara Giulia”: una lettera che diventa impegno collettivo

Nel libro “Cara Giulia”, Gino Cecchettin scrive idealmente alla figlia, trasformando il lutto in una testimonianza potente. Non è solo un racconto personale, ma un appello alla società intera. Tra le pagine emerge il bisogno di dare un senso a una perdita incolmabile, ma anche la volontà di impedire che altre famiglie vivano lo stesso dolore. Il testo invita a riflettere sul linguaggio, sull’educazione sentimentale e sulla responsabilità condivisa nel contrasto alla violenza. È un libro che parla al cuore, ma anche alla coscienza civile.

Un dialogo aperto per cambiare

L’incontro al Teatro Pardo sarà moderato dal professor Giuseppe Burgio e rappresenterà un’occasione preziosa per ascoltare una testimonianza autentica e partecipare a un confronto necessario. Organizzata insieme alla Libreria Modusvivendi, con il patrocinio del Comune di Trapani e dell’Ente Luglio Musicale Trapanese, l’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio di sensibilizzazione sul territorio.

Ricordare Giulia significa non fermarsi alla commozione, ma trasformarla in azione. Perché, come sempre più spesso viene ribadito nelle piazze e nelle scuole, la violenza non è mai amore.