Agosto risuona a Selinunte
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Un gesto decisivo, in una notte drammatica, che oggi diventa riconoscimento ufficiale. Durante la Festa della Polizia a Trapani è stato conferito un encomio solenne all’assistente Giuseppe Vaiasuso e all’agente scelto Paola Iovino. Un premio che racconta una storia concreta di sangue freddo, professionalità e capacità operativa.
I fatti risalgono al 28 luglio 2024, quando sulla sopraelevata di Mazara del Vallo, tra il lungomare Fata Morgana e la Statale 115, si verificò un gravissimo incidente stradale. Un imprenditore ittico di 47 anni finì contro il guardrail mentre percorreva una curva, probabilmente anche a causa della scarsa visibilità.
L’impatto fu devastante: l’uomo riportò l’amputazione di un braccio, staccatosi nel violento urto contro le lamiere. Una situazione estrema, in cui ogni minuto poteva fare la differenza tra la vita e la morte — e tra la possibilità o meno di salvare l’arto.
È in questo contesto che si inserisce l’intervento dei due poliziotti, oggi premiati.
Secondo la motivazione letta durante la cerimonia, Vaiasuso e Iovino, “evidenziando spiccate capacità professionali e non comune determinazione operativa”, si sono impegnati in un’attività di soccorso complessa e delicata.
Nonostante le condizioni difficili e le impervietà del luogo, sono riusciti a rinvenire il braccio amputato a circa 500 metri di distanza dal punto dell’impatto.
Un dettaglio che, in una vicenda del genere, non è affatto secondario.
Il recupero dell’arto ha infatti consentito ai medici del Policlinico di Palermo di intervenire con una lunga e delicata operazione di microchirurgia.
L’intervento, durato circa otto ore, ha permesso il reimpianto del braccio, poi seguito da un percorso di stabilizzazione e riabilitazione.
I medici hanno sottolineato come, in casi simili, siano fondamentali la tempestività del soccorso e la corretta conservazione dell’arto. Senza il recupero effettuato dagli agenti, quell’operazione non sarebbe stata possibile.
L’encomio solenne consegnato oggi a Trapani non è solo un atto formale.
È il riconoscimento di un intervento che ha fatto la differenza tra una mutilazione permanente e la possibilità di recuperare una funzione vitale.
In una notte di paura, tra lamiere e asfalto, due poliziotti hanno fatto esattamente ciò che si chiede a chi indossa una divisa: non fermarsi davanti alle difficoltà, ma andare oltre.
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