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15/04/2026 16:00:00

Radio Trapani Centrale, 50 anni dopo: la voce che diventò comunità

Non era solo una radio. Era una comunità.

A cinquant’anni dalla sua nascita, Radio Trapani Centrale torna a vivere nella memoria collettiva della città. 

Sabato 25 aprile, alle ore 17, il Museo San Rocco di via Turretta ospiterà la celebrazione del cinquantesimo anniversario di una delle esperienze radiofoniche più significative del territorio trapanese.


Fondata il 25 aprile 1976 da Francesco Novara e Tonino Rizzuto, Radio Trapani Centrale nacque in una piccola abitazione di via Vespri, per poi trasferirsi all’ultimo piano di Palazzo Riggio, proprio in via Turretta: un dettaglio non casuale, se si considera che l'iniziativa si svolgerà a pochi passi da quel primo cuore pulsante. Anzi, trasmittente.

 

Da quella frequenza iniziale di 102,300 MHz prese forma una voce nuova, libera, profondamente radicata nella città.

Non era solo una radio. Era un laboratorio di idee, un punto di riferimento quotidiano, una palestra per giovani talenti. 

Sotto la guida del primo direttore Giacomo Di Girolamo — poi passato a Radio Scirocco — e successivamente di Tanino Rizzuto, destinato a diventare il più giovane direttore di quotidiani in Italia, l’emittente costruì un’identità forte, riconoscibile, profondamente legata al territorio.

 

Attorno a quel microfono si formò una generazione: da Peppe Occhipinti a Valeria Veltroni, da Lino Alcamo a Franco Cammarasana. 

Nomi che raccontano non solo una redazione, ma una comunità viva, capace di mescolare informazione, intrattenimento e sperimentazione. 

Rubriche come Aggiungi un Posto a Tavola con l'indimenticabile Wolly Cammareri, poi direttore della tv trapanese Telesud 3, Roberto Manuguerra, Lino, Baldo, Andrea, Vito, Cicci e Paolo. 

E poi programmi, musica, un giornale radio e perfino un notiziario sportivo contribuirono a fare di Radio Trapani Centrale una presenza costante nella quotidianità dei trapanesi.

 

Eppure, più di ogni altra cosa, a restare impressa è la funzione sociale svolta nei momenti più difficili. 

Durante la drammatica alluvione del 1976, l’emittente non si limitò a raccontare i fatti: trasmise ininterrottamente, coordinando soccorsi, diffondendo informazioni utili e offrendo conforto a una popolazione disorientata. 

In un’epoca senza social network né telefoni cellulari, quella voce rappresentò un filo diretto tra le persone, un presidio di umanità e servizio pubblico.

 

Nel 1978 l’espansione della frequenza — con l’aggiunta dei 97,750 MHz — e il trasferimento in Piazza Vittorio Emanuele segnarono il momento di massima crescita. Ma come molte esperienze radiofoniche libere di quegli anni, anche Radio Trapani Centrale ebbe una vita relativamente breve: nel 1980 cessò le trasmissioni, lasciando però un’eredità raccolta da nuove realtà come Radio Monte Erice 89.

 

Oggi, a cinquant’anni da quel primo segnale nell’etere, la celebrazione al Museo San Rocco non è soltanto un appuntamento commemorativo. 

 

Perché Radio Trapani Centrale rappresenta un tempo in cui comunicare significava costruire comunità, essere utili, dare voce ai territori: una musica di sottofondo che parlava di costumi e mode, scandiva passaggi storici, raccontava la vita quotidiana dei trapanesi.

 

Un tempo in cui l’informazione non era solo algoritmo, ma contenuto, relazione.

Ed è forse questo il punto che rende questa storia ancora attuale: in un panorama mediatico dominato da algoritmi e velocità, quella esperienza ricorda che la forza della comunicazione non sta nei mezzi, ma nella sua capacità di essere necessaria.



Native | 25/04/2026
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